Reddito di cittadinanza, Ragni (Fratelli d'Italia): "Un flop anche a Forlì-Cesena"

A dirlo è Fabrizio Ragni, vice coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Forlì-Cesena e dirigente del circolo forlivese Caterina Sforza di Fratelli d’Italia

Il Reddito di Cittadinanza nella provincia di Forlì-Cesena? "Un flop". A dirlo è Fabrizio Ragni, vice coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia di Forlì-Cesena e dirigente del circolo forlivese Caterina Sforza di Fratelli d’Italia. "Pochi giorni fa la Corte dei conti, presentando il rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2019, ha letteralmente stroncato il Reddito di cittadinanza - esordisce l'esponente di FdI -. Dai dati degli uffici di controllo risultano, infatti, essere state accolte circa 1 milione di domande, a fronte di quasi 2,4 milioni di richieste, delle quali soltanto il 2% ha poi dato luogo a un rapporto di lavoro – non necessariamente a tempo determinato – tramite i Centri per l’impiego".

"Da parte sua l’Anpal Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro ricorda che di quel quasi milione di beneficiari del Rdc appena il 50% è stato convocato nei centri per l’impiego e di questi soltanto poco più della metà s’è presentato alla prima convocazione per la sottoscrizione dei patti di servizio. Lo stesso presidente di Anpal Parisi ha ammesso che solo uno su dieci percettori del reddito ha trovato lavoro - aggiunge -. In Emilia-Romagna spiccanoBologna, con 7.691 persone coinvolte e Modena con 4.846 persone come le prime province con più soggetti che stanno usufruendo di questa forma di “sostegno al reddito”. Nelle due aree di Forlì-Cesena, alla data del 10 febbraio, sono 2.160 le famiglie ad avere ottenuto il reddito di cittadinanza, per un totale di 4.939 persone aiutate. Sono i numeri più bassi tra le 9 province dell’Emilia-Romagna, fatta eccezione per Piacenza".

Prosegue Ragni: "La misura presentata dal M5S come il primo antidoto alla disoccupazione s'è mostrata un vero fallimento e l'unica certezza che abbiamo ad oggi è che gli unici che hanno trovato un lavoro grazie al Rdc sono i 3 mila ‘navigator'. E a consultare le statistiche ci si accorge che le nuove assunzioni dovute al Reddito di cittadinanza. sono avvenute attraverso le vecchie procedure messe in atto dai Centri per l’impiego, con l’aumento degli occupati che si registra soprattutto nel settore del lavoro autonomo, quello più vessato dalla burocrazia e tartassato dal fisco secondo le direttive di questo governo Pd-5stelle.

"Negli ultimi mesi l MoVimento 5 Stelle ha spiegato che si tratta di “un aiuto concreto” alle famiglie, una misura anti-povertà. “Sviando dunque dall’obiettivo iniziale (sostenuto con soldi pubblici: 26 miliardi di euro nel triennio 2020-2022) di generare lavoro attraverso il Reddito di cittadinanza. Mentre adesso i grillini parlano apertamente di welfare e lotta alla povertà, che è altra cosa che sostenere l’economia, aiutare le imprese, combattere la disoccupazione e creare occupazione come si era detto all'inizio. Per creare nuovi posti di lavoro c'è bisogno di un deciso cambio di rotta, con incentivi alle assunzioni e il sostegno finanziario alle politiche industriali e infrastrutturali e con l'avvio di una seria riforma fiscale che non penalizzi le imprese", aggiunge Ragni.

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“Il Rdc, anche a Forlì-Cesena, come in tutta la Romagna, non s'è dimostrato una leva per lo sviluppo economico, e qui pochi posti di lavoro messi in moto non hanno costituito un baluardo contro il lavoro precario o sotto pagato, un freno al lavoro nero e grigio - conclude -. Le cronache, a livello locale, riportano tutti i giorni fatti preoccupanti in questo senso: si pensi alle false coop o al fenomeno del caporalato; come a livello nazionale l'ultimo rapporto della Guardia di Finanza ci ha ricordato che quasi 800 persone in tutta Italia avevano indebitamente fruito di questo assegno e tra loro anche delinquenti e boss di organizzazioni criminali. E' chiaro che non è più un tabù proporre una seria riflessione sul Reddito di cittadinanza. Ed è arrivato il momento0 di farlo".

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