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Referendum costituzionale, le considerazione delle "Donne per il No"

"L'appello promosso dal gruppo “donne per il sì” è inopportuno e non veritiero. Non un solo articolo interessato dalla riforma costituzionale, sulla quale saremo chiamate/i ad esprimerci, è condivisibile poiché la nostra carta fondamentale ne uscirà completamente svilita"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"L'appello promosso dal gruppo “donne per il sì” è inopportuno e non veritiero. Non un solo articolo interessato dalla riforma costituzionale, sulla quale saremo chiamate/i ad esprimerci, è condivisibile poiché la nostra carta fondamentale ne uscirà completamente svilita. Gli organi costituzionali, in primis la Corte Costituzionale, verranno svuotati della loro funzione di garanzia ed indipendenza. Questa riforma costituzionale è stata, peraltro, adottata da un Parlamento eletto sulla base di una legge elettorale dichiarata dalla Corte stessa illegittima. Cionondimeno, né al Quirinale né ai Governi che si sono avvicendati è parso evidente che un Parlamento eletto con una tale legge possa non detenere la legittimazione morale necessaria a modificare così profondamente la Costituzione. E’, inoltre, falso sostenere che la riforma non tocchi i principi fondamentali sanciti dalla Carta perché tali principi sono già disattesi a seguito dell’applicazione del Jobs Act, della Buona Scuola, della riforma sanitaria che ha, di fatto, svuotato il principio di universalità del diritto alla salute, della riforma del titolo V che produce l’annichilimento del welfare di prossimità e che consegnerà la titolarità della sovranità ad oligarchie internazionali e comunitarie deputate alla promozione dell’austerità e di politiche escludenti.

Ancora, "Più leggi e più velocemente", ma in quale direzione? Abbiamo subito in questi anni continui tagli al finanziamento dei servizi pubblici. Tra questi servizi, si collocano anche i centri antiviolenza e le case rifugio per le donne vittime di maltrattamenti che in più città d'Italia rischiano la chiusura. Grazie al Jobs Act, si è, poi, permessa un'ulteriore precarizzazione del lavoro che ha escluso molte donne dal fantomatico mercato, in quanto potenziali madri.  L’appello delle donne per il sì, in altre parole, strumentalizza banalizzando e divide le sensibilità sui diritti delle donne per bieche finalità politiche, proprio nella settimana in cui le donne dovrebbero lottare unite contro la violenza e la misoginia e rivendicare con orgoglio il loro precipuo contribuito alla trasformazione sociale, oggi come ieri. Sentiamo, pertanto, il dovere di dar voce anche alle tante cittadine che sosterranno il "No" e che non per questo saranno meno vigili e rigorose nel difendere quei diritti che la de-forma costituzionale Renzi-Boschi-Verdini vorrebbe sottrarci".

Valentina Rossi
Elisa Fiorini
Anna Chiara
Chiara Mancini
Rita Fiumana
Fiorellina
Dolce Flavia Capucci
Annamaria De Bellis
Sabrina Ravaglia
Marilena Pallareti
Mila Danesi
Mirella Menghetti
Silvia Federici
Laura Foschi
Mirka Bagattoni
Anna Fortibuoni
Maria Raspa Billi
Alessandra Bresciani
Ivana Servadei
Elena Buset
Manuela Fucacci
Sonia Vincoli
Laura Puggioni
Elena Puggioni
Lidia Bergamaschi
Kristjana Syziu
Claudia Gridelli
Debora Guidi
Rosanna Parmeggiani
Alessandra Zuffi
Tatiana Gentilini
Chiara Firinu
Daniela Vignazia
Raffaella Pirini
Tania Ravaioli

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