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Domenica, 26 Giugno 2022
Giustizia

Referendum giustizia, i parlamentari della Lega manifestano davanti alla Camera: "Cortina di silenzio sui quesiti"

L’appello "è quello di andare a votare e di barrare con una croce le caselle del Sì dei cinque quesiti per una giustizia più giusta"

Parlamentari della Lega fuori dall’Aula della Camera per sollecitare l’attenzione sul referendum del 12 giugno prossimo. "L’appello è quello di andare a votare e di barrare con una croce le caselle del Sì dei cinque quesiti per una giustizia più giusta". "I quesiti riguardano temi che da decenni sono da riformare, - commenta il parlamentare Jacopo Morrone, presidente del Comitato per il Sì -. Eppure oggi che c’è la possibilità concreta di farlo sembra sia stata sollevata una cortina di silenzio per impedire agli italiani di farsene un’idea e di andare a votare in piena consapevolezza. In Italia si sprecano dibattiti su tutto tranne che sui quesiti del referendum, che, essendo di natura tecnica, dovrebbero essere spiegati in modo semplice e trasparente. Evidentemente c’è chi spinge perché tutto rimanga immutato e che si perpetuino certi aspetti ormai più che deteriorati del nostro sistema giustizia".

Venerdì alle 9, in Piazza Saffi angolo Corso Garibaldi, ci sarà anche il sottosegretario Vannia Gava per parlare delle ragioni del Si’ al referendum del prossimo 12 giugno. Al suo fianco, il segretario nazionale della Lega Romagna, Morrone, e il responsabile cittadino del Carroccio, Albert Bentivogli. “Il 12 giugno 2022 potrebbe rivelarsi una data storica per questo Paese. I cinque quesiti referendari promossi e sottoscritti dalla Lega riguardano temi che da decenni sono da riformare - commenta il segretario cittadino Bentivogli -, ma il silenzio che ancora circonda questo tema rischia di impedire agli italiani di andare a votare in piena consapevolezza. Ciò che cercheremo di fare venerdì prossimo, con l’aiuto dell’On. Vannia Gava, è spiegare i quesiti del referendum in modo semplice e trasparente, per fornire ai cittadini uno strumento cognitivo adeguato per riformare il nostro sistema giustizia".

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