Regione, nuova giunta Bonaccini. La Lega: "La Romagna è stata penalizzata"

Lo affermano in una nota il deputato Jacopo Morrone, insieme ai consiglieri eletti in Romagna Massimiliano Pompignoli, Andrea Liverani, Daniele Marchetti e Matteo Montevecchi

"Innovazione? No, Stefano Bonaccini salda i debiti contratti durante la campagna elettorale e conserva i ‘fedelissimi’". Lo affermano in una nota il deputato Jacopo Morrone, insieme ai consiglieri eletti in Romagna Massimiliano Pompignoli, Andrea Liverani, Daniele Marchetti e Matteo Montevecchi. "Una Giunta molto debole, quindi, e spostata verso la sinistra radicale, dove i moderati hanno un ruolo marginale", attaccano gli esponenti del Carroccio.

"Come c’era da aspettarsi la Romagna è stata penalizzata, con il solo ravennate Andrea Corsini - aggiungono -. Sorprende poi il nome dell’outsider Paola Salomoni, nominata assessore a Scuola e Università, bolognese residente a Cesena, di fatto estranea alle logiche politiche romagnole. Nei fatti, amministratori, politici e noti candidati della Romagna sono stati esclusi dalla rosa dei prescelti. Un esempio per tutti Claudio Vicini, l’affermato medico dell’area di Italia Viva, il più votato della Lista Bonaccini in Romagna, che, anche a nostro avviso, avrebbe potuto essere un valente assessore alle Politiche per salute. Purtroppo anche in questo caso la scelta è stata quella di premiare un usato sicuro come Raffaele Donini, già criticato assessore ai Trasporti".

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"Sul resto per ora stendiamo un velo pietoso, con l’unica eccezione della ‘sardina coraggiosa’ Elly Schlein, un nome che fa discutere e non in termini positivi. Certamente sponsorizzata ad alti livelli, Schlein è stata la più votata di una lista di varie anime della sinistra che è arrivata al solo 3,77 per cento - attaccano -. Certo un dato importante per la vittoria risicata di Bonaccini, ma irrilevante dal punto di vista politico. Eppure Bonaccini le ha affidato un ruolo di primo piano, nonostante le note posizioni di Schlein su tante materie non possano trovare spazio e consenso anche nelle aree più moderate e di matrice cattolica del Pd".

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