Regolamento di polizia urbana, Forlì Cambia: "Grazie a noi corretto l'eccessivo rigore sull'accattonaggio"

"E' proprio grazie al contributo della nostro gruppo consiliare che una certa impostazione eccessivamente rigorosa è stata corretta. Si fa riferimento all’ipotesi dell’accattonaggio, che è stato introdotto come illecito solo nella forma molesta"

In questi giorni abbiamo assistito ad una serie di interventi polemici sui contenuti del regolamento di polizia urbana, approvato dalla maggioranza di centro destra nell’ultimo consiglio comunale del 13 settembre. Il fil rouge di tali interventi, messi in campo dalla sinistra e da soggetti o realtà collaterali alla medesima, è che tale regolamento si scaglierebbe contro le persone povere ed emarginate, che d’ora in avanti potranno essere vessate dagli agenti della Polizia Municipale in relazione al problema dell’accattonaggio, del bivacco, delle case popolari e via discorrendo.

Niente di più lontano dal vero. Basterebbe leggere attentamente il testo, così come uscito emendato dal dibattito e voto consiliare, per rendersi conto che tale regolamento rappresenta un tentativo apprezzabile di aggiornare disposizioni vecchie di decenni, correggendone le lacune, a fronte di una discussione che era iniziata già nella precedente consiliatura. Ci sono comportamenti di cattiva educazione che vengono elevati ad illecito, proprio per stigmatizzare lo scarso civismo che le nostre forze di polizia locale hanno dovuto registrare nel corso degli ultimi anni. 

D’altra parte, è proprio grazie al contributo della nostro gruppo consiliare che una certa impostazione eccessivamente rigorosa è stata corretta. Si fa riferimento all’ipotesi dell’accattonaggio, che è stato introdotto come illecito solo nella forma molesta. Pertanto, non coglie nel segno e costituisce pura propaganda sostenere che il mendicante che si limita a chiedere la carità davanti alle chiese o sotto i portici o nelle piazze possa essere sanzionato ed assoggettato al sequestro ed alla confisca dei proventi della sua attività. E’ evidente che se le regole di buona educazione non sono più scontate, un’amministrazione attenta deve intervenire a tutela, se non altro dei cittadini più consapevoli ed infastiditi da episodi di degrado urbano. Va detto che in qualsiasi percorso educativo autorevole occorre dare regole certe e pretendere il rispetto delle stesse, offrendo nel contempo una prospettiva ideale di crescita della persona. E’ quanto si è tentato di fare in piccolo in questo regolamento, con un altro emendamento scritto e proposto dallo scrivente con la collega Rinieri, che ha preso la numerazione dell’art. 64 bis, relativo all’introduzione di patti di collaborazione tra Comune e cittadino che si rende responsabile d’infrazioni al regolamento. Viene offerta la possibilità a quelle persone che si trovano in stato di disagio economico ed a basso reddito, consentendo loro d’intraprendere un percorso riparatorio, in relazione all’infrazione commessa. Viene così concluso un patto con l’amministrazione, per estinguere la sanzione pecuniaria con una prestazione diversa dal pagamento, che molti cittadini non sarebbero in grado di sostenere, surrogandola con una sorta di prestazione di pubblica utilità, a favore di associazioni di volontariato ed enti del terzo settore. Tale emendamento è stato votato all’unanimità dal consiglio comunale.

La cassa di risonanza di quei soggetti che si rifanno alla sinistra di lotta e di governo si è ben guardata dal menzionare tale importante innovazione, fingendo d’indignarsi sui media e sulle pagine social rispetto ad un testo che tendono a leggere in maniera volutamente distorta.
Dobbiamo constatare, se ancora ve ne fosse bisogno, che la sinistra che ci dice di preoccuparsi degli ultimi, in realtà lo fa con una sorta di moralismo di basso profilo, che ormai non convince più nessuno. Detto in altri termini, quando si fanno le battaglie sui deboli, occorrerebbe essere credibili e non animati dal solo scopo di mettere in cattiva luce il nemico leghista. La distinzione tra buoni e cattivi, su cui la sinistra è sempre stata maestra, fa sempre venire meno il merito ed il confronto sulle questioni reali, che alla fine finiscono in secondo piano. Il metodo del dialogo è sempre un esercizio. Molto spesso è proprio chi lo invoca che non lo vuole per ragioni di schieramento.
Ciò per sottolineare che non sono solo i c.d. “populisti” della lega che tendono a semplificare questioni complesse, perché anche la sinistra nostrana fa la sua parte ed in fatto di demagogia e faziosità non ha da invidiare niente a nessuno.

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 Elio Dogheria, Capogruppo Lista Civica Forlì Cambia

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