Rifiuti, Casadei (Pd): "La via da seguire è quella della riduzione e del recupero"

" In questo contesto ritengo sia fondamentale procedere con tre azioni, pienamente coerenti con le politiche dell’Emilia-Romagna, che proprio in queste settimane sta mettendo a punto il suo Piano regionale dei rifiuti"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"Credo abbiano fatto molto bene i Comuni dell’Emilia-Romagna che hanno inviato una lettera aperta ai Ministri Orlando e Zanonato e al Presidente della Regione Emilia-Romagna per proporre soluzioni alternative a una programmazione nazionale degli inceneritori, che preveda flussi di rifiuti extra-regionali. In questo contesto ritengo sia fondamentale procedere con tre azioni, pienamente coerenti con le politiche dell’Emilia-Romagna, che proprio in queste settimane sta mettendo a punto il suo Piano regionale dei rifiuti:

- definizione di un piano nazionale di finanziamento per gli impianti di recupero e trattamento del rifiuto urbano residuo, ovvero della frazione indifferenziata che va a smaltimento;

- utilizzo della leva fiscale per incentivare la raccolta differenziata della frazione organica, e per penalizzare lo smaltimento. Un meccanismo, questo, che si può realizzare attraverso l’introduzione della tariffa puntuale e di altri strumenti contenuti nella proposta di legge sui rifiuti, in corso di discussione in assemblea legislativa, nata dall’iniziativa di associazioni ambientaliste e numerosi Comuni del territorio, a cominciare da quello di Forlì, che come consiglieri abbiamo recepito ed elaborato al fine di arrivare ad un’approvazione in parallelo con quella del Piano regionale dei rifiuti;

- introduzione di un contributo ambientale CONAI inversamente proporzionale alla riciclabilità degli imballaggi immessi a consumo. La realizzazione di queste tre azioni consentirebbe di ridurre l’impatto ambientale per la gestione dei rifiuti urbani e, soprattutto, di promuovere sviluppo occupazionale, attraverso la realizzazione di nuove attività produttive operanti nel settore della selezione e recupero dei rifiuti. Infine, l’aumento della quota di materiale recuperato renderebbe la nostra regione meno dipendente dall’importazione di materie prime, realizzando un vantaggio economico per tutto il sistema regionale, e in particolare per il settore manifatturiero.

Credo pertanto che la Regione Emilia-Romagna possa impegnarsi nel sostenere le situazioni di emergenza per la gestione dei rifiuti attraverso filiere di recupero - e proprio su questo credo che il sistema imprenditoriale dovrebbe cogliere le nuove sfide - mentre debba ribadire il suo netto diniego a flussi di rifiuti extra-regionali destinati agli impianti di incenerimento".

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