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Rifiuti, l'ex assessore Bellini: "Serve una chiara posizione dell’opinione pubblica"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

"La stampa riporta in modo efficace due dei punti più rilevanti dell’incontro di giovedì sera 14/1 al Foro Boario. Quale strategia per gli inceneritori forlivesi è condivisa tra i forlivesi stessi? La realizzazione della società in-house è la chiave per ridurre i rifiuti e i costi, e completare il porta a porta. Nessuno penserà alla nostra comunità se non sono i forlivesi stessi a condividere una strategia e abbandonare polemiche e confronti, legittimi ma strumentali. Se troviamo una strategia condivisa sarà più facile per i nostri amministratori difenderle nelle sedi decisionali regionali e nazionali.

Ridurre l’impatto ambientale e la portata degli inceneritori per pianificare la dismissione degli impianti stessi è un obiettivo comune? In caso affermativo, anche le due imprese, in accordo ai principi sanciti dall’articolo 41 della Costituzione dovranno programmare le loro attività verso il post-incenerimento, perché gli impianti sono all’interno del tessuto urbano e i loro effetti toccano direttamente i cittadini. La riduzione dei rifiuti urbani è strettamente legata alla realizzazione della società in-house. Ancora una volta, si conferma la situazione kafkiana in cui ci troviamo dal 2011. L’affidamento è scaduto ed è impossibile imporre condizioni a un operatore in proroga, il quale pretende di aumentare i costi per realizzare il porta a porta. Questo - come più volte affermato pubblicamente - è l’unico motivo per il quale non si è ancora completato il porta a porta a Forlì.

L’amministrazione Balzani dal 2010 ha chiesto una verifica indipendente a Contarina (una società pubblica che gestisce la raccolta rifiuti nella Provincia di Treviso con risultati di eccellenza a livello nazionale ed europeo) e ha sviluppato una soluzione alternativa: la società in-house. Ancora una volta, si chiede alla Regione di approvare il progetto, non è accettabile una proroga di oltre 4 anni di un affidamento e il congelamento di decisioni assunte dai Comuni forlivesi in tutte le sedi istituzionali. Anche in questo caso, serve una chiara e determinata posizione dell’opinione pubblica, per rafforzare le azioni dell’amministrazione".

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