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Rifiuti, 60 tonnellate in arrivo dalla Liguria? "Chiediamo che non vengano a Forlì"

L'allarme è lanciato dal Movimento 5 Stelle di Forlì: "Chiediamo agli amministratori locali che confermino o smentiscano le notizie che stanno circolando"

“Come volevasi dimostrare gli inceneritori dell'Emilia-Romagna accoglieranno i rifiuti da altre regioni d'Italia. La prima che s'è fatta avanti è la Liguria ed i contatti fra i due governatori Giovanni Toti e Stefano Bonaccini sembra che siano già in fase avanzata, tanto che si parla di un accordo che i due presidenti stipuleranno entro 10 giorni per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti venutosi a creare in Liguria". L'allarme è lanciato dal Movimento 5 Stelle di Forlì

“Altro che spegnere i camini Hera ed Iren, qui si continua a farli lavorare a pieno regime. Le nostre riserve erano fondate e così come le nostre considerazioni che nulla in Italia sia più definitivo e incombente delle emergenze che, per incapacità dei governanti,diventano cancrene definitive”. Commentano così i due consiglieri comunali forlivesi, Simone Benini e Daniele Vergini, la notizia rimbalzata in queste ore nei mass media sul pre-accordo fra Liguria ed Emilia Romagna (in particolare Parma) per smaltire nei termovalorizzatori 'Hera' e 'Iren' della Regione i rifiuti della vicina terra governata da Toti.

“Chiediamo agli amministratori locali che confermino o smentiscano le notizie che stanno circolando. Chiediamo che si interpongano con la Regione per far valere i principi di precauzione e di tutela della salute pubblica facendo diminuire e non incrementare le masse di rifiuti avviate ad incenerimento e soprattutto chiediamo che l'inceneritore prescelto per eliminare le 60 mila tonnellate di rifiuti liguri che verrebbero accolti in Emilia-Romagna non sia quello di Forlì”: aggiungono Benini e  Vergini.

“Avevamo visto giusto quando manifestammo perplessità per le dichiarazioni degli assessori regionali del Pd all'indomani dell'accordo con Hera ed Iren. Ci avevano detto che il patto con le multiutility prevedeva di limitare l’utilizzo degli impianti unicamente per assicurare l’autosufficienza regionale, secondo le esigenze dei rispettivi ambiti territoriali di gestione, e nemmeno poche ore dopo ci troviamo già a discutere di accogliere tonnellate di rifiuti provenienti da fuori regione per motivi di emergenza. Avevamo visto giusto anche quando evidenziammo che nel documento della Regione sulle politiche dei rifiuti non c’era accenno alcuno alla chiusura degli inceneritori ma si enunciavano solo dichiarazioni di principio che, a nostro parere, non avevano e non hanno alcun valore”: aggiungono Benini e Vergini che lanciano un'ultima accusa: “la Regione prima di fare accordi con i gestori avrebbe dovuto consultarsi con i territori, cosa che non è avvenuta. Così come non vi è stata la necessaria trasparenza e comunicazione alla cittadinanza da parte degli enti pubblici coinvolti (Comune e Provincia) dei particolari della richiesta di Hera di implementare il contratto di smaltimento. Di questo passo la società post incenerimento di cui si riempiono la bocca Drei e Bellini altro non sarà che uno slogan ad effetto, ma vuoto di significato”, concludono i consiglieri.

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