Ambiente

Rifiuti, semaforo verde al piano regionale. Pompignoli: "Sono state tradite le promesse"

"A Forlì, dove abbiamo due inceneritori, si è arrivati all’80% di differenziata superando dunque l’obiettivo del 70%. Ma nel 2021 ci hanno detto che gli inceneritori non si spegneranno", ricorda Pompignoli

L'assemblea legislativa ha approvato il Piano regionale di gestione dei rifiuti e per la bonifica delle aree inquinate 2022-2027, che pone come obiettivo la raccolta differenziata all’80%, il riciclaggio al 66% e lo stop alla pianificazione di nuove discariche per i rifiuti urbani indifferenziati. Il Piano è inoltre soggetto a un monitoraggio annuale e a uno intermedio più completo al 2025, uno strumento importante per evidenziare eventuali scostamenti dagli obiettivi previsti, anche in considerazione di mutazioni normative o del contesto geopolitico, economico e sociale.

“Nel Piano di gestione dei rifiuti 2015-2020 - ricorda il consigliere regionale della Lega, Massimiliano Pompignoli - si puntava a raggiungere una percentuale di differenziata pari al 70% per permettere di azzerare le discariche e arrivare a un progressivo spegnimento degli inceneritori. I Comuni si sono attivati in tal senso. A Forlì, dove abbiamo due inceneritori, si è arrivati all’80% di differenziata superando dunque l’obiettivo del 70%. Ma nel 2021 ci hanno detto che gli inceneritori non si spegneranno. Sono state tradite le promesse. Chiediamo di comprendere le esigenze dei territori a partire dallo spegnimento degli inceneritori”. Pompignoli ha quindi puntualizzato sui monitoraggi dei conferimenti negli inceneritori al 2025: "Troppo generiche le azioni previste. Emendamenti e ordini del giorno della maggioranza in tal senso vanno nella stessa direzione di quelli presentati dalla Lega, che sono stati respinti".

L'assessore all’Ambiente Irene Priolo parla di "un percorso durato circa un anno, ricco di spunti e approfondimenti, in cui sono stati coinvolti, fin dal principio, i firmatari del Patto per il Lavoro e per il Clima, oltre alla Commissione “Territorio, Ambiente e Mobilità” e tutta l’Aula assembleare. A questo proposito, vorrei ringraziare l’intera struttura tecnica che ha lavorato con competenza e professionalità. Ma non ci fermiamo qui. Adesso si apre una stagione di intensa attività che vedrà il coinvolgimento di tutta la società regionale, perché solo in questo modo si potranno raggiungere i risultati che ci siamo posti e portare la nostra Regione ad un nuovo modello di sviluppo economico, proseguendo una tradizione di innovazione e capacità del nostro sistema imprenditoriale e dei cittadini di rispondere alle sfide”.

Tra gli obiettivi fissati, primo fra tutti il raggiungimento dell’80% di raccolta differenziata al 2025, come stabilito dal Patto per il Lavoro e per il Clima, ma anche la tariffa puntuale, una delle azioni di prevenzione della strategia regionale, che è stata già adottata da 101 Comuni. A questo si affianca una specifica strategia sulle plastiche, sulla riduzione dei rifiuti alimentari e sull’incremento della differenziata. Vera sfida la gestione dei rifiuti speciali, dove, la prevenzione della produzione si unirà alla riduzione del 10% delle quantità inviate in discarica e ad interventi per assicurare l’autosufficienza regionale nello smaltimento secondo il principio di prossimità.

Per la prima volta, inoltre, viene rimarcato, "il Piano rifiuti include anche la bonifica delle aree inquinate, per restituirle alle comunità con nuovi usi e contrastare il consumo di suolo. E su questo ci sono a disposizione oltre 32 milioni per i siti orfani e altri 17 milioni per il SIN di Fidenza. L’economia circolare sarà una leva importante per arrivare alla neutralità carbonica entro il 2050, a questo proposito, la Regione può contare su fondi per 43 milioni dedicati a promuovere l’economia circolare, oltre ad altre risorse destinate dal Pnrr alla gestione del ciclo dei rifiuti e all’impiantistica, ancora da assegnare da parte del Ministero per la transizione ecologica".

"L’economia circolare deve, inoltre, essere soprattutto un’efficace strategia industriale che porti allo sviluppo di nuove filiere e ricerche sui prodotti, che vadano ad esempio nella direzione dell’ecodesign, in sostanza un approccio che consenta la diminuzione dell’utilizzo di materie prime e la valorizzazione vera del rifiuto come risorsa - viene evidenziato -. Il Piano è inoltre soggetto a un monitoraggio annuale e a uno intermedio più completo al 2025, uno strumento importante per evidenziare eventuali scostamenti dagli obiettivi previsti, anche in considerazione di mutazioni normative o del contesto geopolitico, economico e sociale".

Il percorso amministrativo

Dopo l’adozione con delibera del 27 dicembre scorso e la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna del 29 dicembre 2021, sono seguiti il deposito della proposta del Piano e la raccolta delle osservazioni (su impianti, tariffa puntuale, recupero di materia, bonifiche, e così via) per 45 giorni, cioè fino al 12 febbraio 2022: 341 le osservazioni pervenute (da parte di 51 proponenti), un terzo di quelle fatte al precedente Piano. Sul totale, 72 sono ripetute; 23 quelle accolte, 89 accolte parzialmente, 81 ritenute non pertinenti, 148 respinte.

Le osservazioni sono state discusse in 4 sessioni di lavoro dalla commissione “Territorio, Ambiente e Mobilità”, come concordato con tutte le forze politiche, le prime tre incentrate, rispettivamente, sui temi dei rifiuti urbani, di quelli speciali, e delle bonifiche. L’ultima dedicata alla discussione finale e al voto degli emendamenti. I consiglieri hanno presentato 75 emendamenti, ne sono stati accolti 24.

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