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Rifondazione attacca: "La Giunta Balzani, con i nostri soldi, finanzia le scuole clericali"

Laura Foschi, di Rifondazione Comunista Forlì: “La nostra “professorale” Amministrazione Comunale pare, ahinoi, completamente sorda ai dettami costituzionali

“L'art. 34 della nostra Costituzione recita che "La scuola é aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso." Piero Calamandrei ha definito questo articolo come il più importante della nostra Carta poiché é solo attraverso la scuola che avviene la selezione quotidiana della classe dirigente della Repubblica il cui principio fondamentale risiede nel fatto che la scuola sia, prima di tutto, scuola di Stato ovverosia pubblica”, lo ricorda Laura Foschi, di Rifondazione Comunista Forlì.

“La nostra “professorale” Amministrazione Comunale pare, ahinoi, completamente sorda ai dettami costituzionali. - accusa Foschi - Il Comune di Forlì, infatti, ha sensibilmente aumentato la quota di stanziamento pubblico destinato alle scuole d'infanzia private a cui sono stati riservati, per l'anno 2013, 900mila euro, a cui si devono aggiungere altri 200mila per le sezioni primavera. Questa ingente somma di denaro pubblico é quasi contestuale alla traumatica chiusura dell'asilo Santarelli, a cui l'Amministrazione Comunale, é evidente, non ha voluto rispondere diversamente, stipulando, d'altro canto, numerose nuove convenzioni con i gestori privati degli asili nido e delle materne”.

“Ciò é stato realizzato sebbene il numero di domande presentate dalle famiglie forlivesi fosse già totalmente soddisfatto dalla preesistente offerta, sia pubblica che privata. - sostiene l'esponente di Rifondazione - Non esiste, dunque, alcuna ragione che giustifichi il finanziamento di nuove convenzioni con il privato, a meno che non si preferisca, e l'intento politico é manifesto, trasferire i sempre più esigui soldi pubblici, "cure di denaro e di privilegi", lucidamente definite da Calamandrei, alle strutture private alle quali si finisce per delegare la funzione più alta dello Stato: l'istruzione e la formazione dei propri cittadini, siano essi cattolici, musulmani, protestanti o atei”.

“Siamo, pertanto, indotti a ritenere che questa Amministrazione sia alla mercé degli interessi particolari e clericali. La Giunta Balzani disattende, infatti, la disposizione contenuta nell'art. 33 della Costituzione che recita espressamente: "Enti e privati hanno diritto di istituire scuole ed istituti di educazione senza onere per lo Stato”. Chiediamo a questa Amministrazione di rispettare ed applicare la nostra Carta Costituente che, se da un lato tutela il diritto delle famiglie di indirizzare i loro figli alle scuole private, dall'altro non dichiara mai che tali famiglie abbiano il diritto che a pagare la loro scelta debba essere la collettività, ovvero gli altri cittadini”, conclude.

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