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Venerdì, 12 Agosto 2022
Politica

Rifondazione ricorda Enrico Berlinguer

Trent'anni fa, l’11 giugno 1984, moriva Enrico Berlinguer. Per ricordarlo, il Partito della Rifondazione Comunista di Forlì organizzerà per mercoledì sera un volantinaggio e, dalle ore 21:00

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Trent'anni fa, l’11 giugno 1984, moriva Enrico Berlinguer. Per ricordarlo, il Partito della Rifondazione Comunista di Forlì organizzerà per mercoledì sera un volantinaggio e, dalle ore 21:00, delle “letture itineranti” per le vie del Centro. Il ricordo di Enrico Berlinguer è ancora vivo e il suo esempio quanto mai attuale. Sia Renzi che Grillo hanno fatto a gara, nel corso dell'ultima campagna elettorale, per mostrarsi – solo a parole, ovviamente – l’uno più berlingueriano dell'altro, ma le loro politiche e i loro comportamenti non c'entrano proprio niente con il Segretario del Partito Comunista Italiano. Berlinguer ha denunciato per primo l'emergenza e urgenza della questione morale nel nostro Paese. Con quell'espressione, egli intendeva indicare la deriva di un modello di sviluppo sbagliato e devastante, fondato sull'illegalità, sull'alleanza tra gli apparati dello Stato e la criminalità organizzata, sulla trasformazione dei partiti che stavano al governo in comitati d’affari, su imprese e imprenditori che fanno profitti a suon di bilanci falsi e di sfruttamento dei lavoratori. Le ultime vicende dell'Expo a Milano e del Mose a Venezia dimostrano, una volta di più, l'attualità della riflessione di Berlinguer: le grandi opere - basate sul consumo del territorio e sulla distruzione dell'ambiente - rappresentano spesso una grande opportunità per pochi di arricchirsi depredando le casse pubbliche. A Forlì, sebbene quasi nessuno ne parli, la questione morale si è materializzata in un uso spregiudicato e disinvolto dei fondi pubblici: fallimento SAPRO e SEAF, buco di bilancio AUSL e inchiesta ACER per aver distolto risorse destinate alle case popolari. Berlinguer andò davanti ai cancelli della Fiat di Torino - quando nel 1980 vennero annunciati 15.000 licenziamenti - per dire che il Pci stava e doveva stare dalla parte dei lavoratori anche e soprattutto quando le cose sembravano andare nel peggiore dei modi. Una grande lezione politica e morale che tanti hanno dimenticato: sia Renzi che Fassino, quando la Fiat ha scelto di non riconoscere il contratto nazionale di lavoro e di dichiarare di fatto "illegale" la presenza della Fiom - si sono schierati dalla parte di Marchionne senza se e senza ma. Ancora, vogliamo ricordare il Berlinguer che sostenne il referendum per difendere la scala mobile, ovvero l'adeguamento automatico dei salari al costo della vita.
Anche in questo caso Berlinguer - malgrado tanti ne reclamino l'eredità - è rimasto inascoltato: è sufficiente pensare alle diverse leggi e provvedimenti - da ultimo il Jobs Act - che hanno peggiorato le condizioni dei lavoratori a colpi di precarietà, cancellazione dei diritti e disoccupazione di massa. Noi riteniamo che il pensiero di Berlinguer sia ineludibile e di grande attualità, perché ancora ci parla della necessità di costruire un'opposizione alle politiche che in questi anni hanno condotto alla disoccupazione ed alla povertà ai livelli più alti da quarant'anni a questa parte; della necessità di affermare con nettezza il permanere della questione morale e l'urgenza di un modello di sviluppo diverso; della necessità di costruire una sinistra coerente e radicata in grado di cambiare il Paese.

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