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Caos rimborsi, Bartolini (Pdl): "Erano alti, ma da un anno abbiamo cambiato la legge"

Sulla bufera per le spese dei gruppi consiliari della Regione Emilia-Romagna, Luca Bartolini, del Pdl, risponde alle domande di Forlitoday

Sulla bufera per le spese dei gruppi consiliari della Regione Emilia-Romagna, Luca Bartolini, del Pdl, risponde alle domande di Forlitoday. Il consigliere non è indagato, ma il suo nome è spuntato tra le carte della Procura, per i rimborsi alti chiesti alcuni anni fa, nel merito dell'indagine aperta.  “Comprendo l’indignazione – spiega - perché le cifre ai gruppi erano obiettivamente alte, pur risultando di gran lunga le più contenute rispetto a quelle delle altre Regioni italiane,  ma l’ammontare era stato fissato quando la situazione economica della regione era ben diversa”

Tra le carte della Procura, nel merito delle spese dei gruppi consiliari, è spuntato anche il suo nome. Conferma la cifra emersa, ovvero i 44mila euro di rimborsi chiesti da maggio 2010 a dicembre 2011?
Mentre posso confermare con certezza di aver presentato in questi anni di impegno in Regione ben 40 disegni di legge, più di 500 interrogazioni e sicuramente un migliaio di comunicati stampa, non sono in grado di rispondere con altrettanta esattezza alla domanda, in quanto non sono più in possesso della documentazione perché consegnata, da tutti i Gruppi, già un anno fa, alla Procura di Bologna.

Come giustifica questa cifra? Non le sembra molto alta?
Preciso innanzitutto che le mie ricevute erano di trattorie e pizzerie con prezzi popolari, ma comunque una cosa voglio che sia chiara: non erano né cene di partito, né di famiglia come i tanti coperti dimostrano. Erano invece, d’intesa con il mio gruppo, pranzi di lavoro e cene programmate con molta gente del mio territorio per parlare di sanità, di crisi delle aziende, urbanistica regionale, Hera,  agricoltura, di edilizia popolare, di politiche giovanili, burocrazia, caccia e altre leggi regionali. Incontri conviviali per confrontarmi con i cittadini, al fine di raccogliere istanze e proposte da tramutare in interrogazioni. Molti ora capiranno come facevo a presentare interrogazioni a getto continuo su tutti e 30 i Comuni della nostra Provincia.  Qualcuno sicuramente mi dirà: non potevi incontrare la gente in ufficio? I pranzi e le cene mi facilitavano la possibilità di incontro. Questo sì.

Cosa si sente di dire ai cittadini indignati per queste spese, emerse dall'indagine della Procura, anche se lei non è indagato?
Rispondo che comprendo l’indignazione, perché le cifre ai gruppi erano obiettivamente alte, pur risultando di gran lunga le più contenute rispetto a quelle delle altre Regioni italiane,  ma l’ammontare era stato fissato quando la situazione economica della Regione era ben diversa da quella attuale e assegnate ai gruppi da una legge regionale vigente da diversi anni. C’erano, pertanto, delle regole che andavano cambiate e appunto le abbiamo cambiate, perché non più al passo con i tempi e con la crisi che i cittadini si trovano a dover fronteggiare. E’ vero. Anche in questo caso la politica è arrivata a capirlo in ritardo, ma, seppure in ritardo, noi per primi lo abbiamo fatto. Abbiamo cambiato le regole all’unanimità e prima ancora di altre Regioni e dell’inchiesta. E’ bene chiarire quindi che tutto questo di cui si discute, pranzi, cene, eccetera, non sono più possibili oggi con la nuova normativa voluta ed approvata da noi in Regione

Anche se l'indagine non evidenzierà irregolarità, secondo lei si dovrebbe limitare la richiesta di rimborsi?

Ribadisco che con le nuove leggi siamo già in questa condizione, tanto che io nell’intero 2013 non ho chiesto neppure un euro

Può spiegare come funzionavano tecnicamente i rimborsi prima delle modifiche legislative?

Ogni mese, ciascun gruppo, in proporzione alla propria consistenza numerica, entrava in possesso di un budget utilizzabile in totale autonomia per spese legate al proprio funzionamento e alle proprie attività comprese quelle sul territorio. E io, come gli altri,  di concerto con il Capogruppo, questo ho fatto stando attento a non utilizzarli per attività di partito in quanto espressamente vietato dalla norma. Comunque ogni spesa dei gruppi, a differenza di molte altre Regioni, veniva vagliata da un pool di revisori contabili esterni all’Ente che ogni 3 mesi appuravano, voce per voce, se era attinente o meno a quanto previsto dai regolamenti e dalla legge regionale in materia, controfirmando ogni pezza giustificativa della spesa una volta considerata regolare. Personalmente mi sono sempre attenuto alle regole previste dalla Legge Regionale e ai criteri di contabilità fissati peraltro in materia dettagliata dall’Ente. Io, al pari degli altri colleghi,  potevo scegliere di utilizzare parte dei fondi del budget del gruppo  tra 16 tipologie di spesa che erano così suddivise: Iniziative pubbliche del gruppo con pese per convegni, seminari, noleggio per strutture ed attrezzature per manifestazioni, organizzazioni di meeting, simposi, volantinaggio, ristorazione, ospitalità relatori, rimborsi spese ai consiglieri per la partecipazione all’iniziativa, pubblicazioni, consulenze professionali, spese per indagini e ricerche, spese per collaborazioni particolari o locali, servizio documentazione, spese per funzionamento decentrato del gruppo, rimborso per i consiglieri nello svolgimento del proprio incarico quali pranzi di lavoro, treno, auto, hotel per incontri  e missioni, spese di rappresentanza che prevedevano pranzi e ospitalità di soggetti terzi, cancelleria o fotocopie, spese postali, telefoniche, acquisto attrezzature, spese di manutenzioni e nolo attrezzature, spese varie con catering per buffet di lavoro e spese per il personale.

Come dovrebbero comportarsi, a suo avviso, i capigruppo indagati? Ha fiducia sull'operato della Procura?
Come sempre rispetto il lavoro della Magistratura e la sua piena autonomia. C’è un’indagine e quando emergerà la vera sostanza confido  che i capigruppo sapranno giustificare il lavoro svolto nel rispetto della L.R. che ricordo, a differenza di altre Regioni, prevedeva un controllo trimestrale  da parte di 3 revisori contabili esterni all’ente che controfirmavano ogni pezza giustificativa della spesa una volta considerata regolare

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