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Rimpasto, il centro-sinistra: "La giunta spacciata come moderata si sposta verso la destra di ispirazione post-fascista"

E' il giudizio che dà l'opposizione di centro-sinistra (Pd Unione territoriale forlivese, Gruppo Consiliare Pd, Articolo Uno Forlì, Gruppo consiliare Forlì e Co.) all'operazione di ingresso di due nuovi assessori

“Un rimpasto senza nessun contenuto politico. Di fatto, anche dopo questo rimescolamento delle carte, non c'è all'orizzonte alcun cambio di passo, non si parla di progetti per il futuro della città”: è il giudizio che dà l'opposizione di centro-sinistra (Pd Unione territoriale forlivese, Gruppo Consiliare Pd, Articolo Uno Forlì, Gruppo consiliare Forlì e Co.) all'operazione di ingresso di due nuovi assessori in giunta, completato con la presentazione dei due nuovi membri di giunta in Consiglio comunale da parte del sindaco Gian Luca Zattini.

Pd, Forlì e Co e Articolo Uno ricordano che “dopo oltre un anno di tira e molla e giochi di potere e non senza ulteriori scricchiolii all'interno della propria maggioranza, il sindaco Zattini ha proceduto al rimpasto della propria Giunta, tramite la nomina di due assessori espressione dell'ala destra di ispirazione post-fascista della coalizione. L'ingresso di Catalano e Rossi rappresenta un innegabile spostamento ulteriormente a destra della Giunta del Comune di Forlì, che inizialmente era stata 'venduta' ai cittadini come moderata”.

Per il centro-sinistra “come più volte sottolineato da Fratelli d'Italia, il governo della città e persino la stessa ricandidatura del sindaco è oggi nelle mani della destra, che ha preteso e ottenuto il riconoscimento in Giunta del proprio peso politico. Solo così si può comprendere un teatrino andato in scena per mesi, senza neppure far finta che alla base della discussione vi fosse qualche tema politico di fondo o divergenza rispetto alle scelte migliori per l'interesse della città”.

“Eppure le questioni da risolvere non mancano di certo. Dalla necessità di ripensare il piano per il commercio (un tema su cui la Giunta non potrà all'infinito cavarsela dando la colpa “a quelli di prima”) alla definizione delle linee strategiche di sviluppo della città che dovranno far parte del nuovo Piano urbanistico generale (che Forlì è ormai uno dei pochi comuni della Regione a non avere predisposto), all'avvio del “biciplan”, un piano, complessivo e partecipato dai cittadini, per rendere la nostra una città all'avanguardia sul tema della mobilità “lenta”. Ciò che è stato fatto sino ad ora sono solo provvedimenti effimeri e molto costosi (esempio le luminarie), senza nessuna capacità di incidere sulla vita quotidiana delle persone. Persino sul tema che oggi rappresenta l'emergenza di più drammatica attualità, la crisi economica ed energetica, sono mesi che aspettiamo inutilmente provvedimenti dall'Amministrazione”.

“Le divisioni politiche della maggioranza, che hanno rallentato di un anno la conclusione del rimpasto, si continuano peraltro a manifestare ogni giorno nella prolungata latenza nella nomina degli amministratori e dei dirigenti delle società partecipate, che pure devono fornire servizi essenziali alla collettività. Non possiamo inoltre dimenticare che le due forze politiche che oggi entrano in Giunta, appena sei mesi fa hanno presentato e votato una mozione di sfiducia contro l'assessore Valerio Melandri per il patrocinio concesso alla Festa delle famiglie arcobaleno, il che alimenta anche il fondato timore di un ulteriore arretramento della nostra città sul tema dei diritti civili”, sempre la nota dei tre gruppi politici.

“Altrettanto preoccupante è che una delega delicata come quella del welfare, a maggior ragione in un momento di forte emergenza sociale come quello attuale, sia stata fatta oggetto di questa spartizione politica e rischi ora di essere preda di un approccio ideologico (di cui peraltro l'Amministrazione non ha mancato di dare già prova) che potrebbe ledere il principio universalistico ed inclusivo che nella nostra città ne è sempre stata la caratteristica distintiva”, conclude la nota.

La replica

“Dobbiamo dire: 'basta' alle aggressioni verbali, alla violenza ideologica che sconfina anche in definizioni che riteniamo possano essere oggetto di una valutazione giuridico-legale. Questa volta i gruppi consiliari di PD Forlì e  Forlì e Co., l’Unione territoriale forlivese del Pd ed Articolo Uno Forlì hanno passato il segno, definire i  due nuovi assessori della giunta Zattini espressione dell’ala destra di ispirazione post-fascista è non soltanto storicamente sbagliato, ma anche nel merito una totale falsità, irricevibile e offensiva”: così in una nota Davide Minutillo, capogruppo del Centrodestra per Forlì, la compagine che ha indicato in Barbara Rossi la nuova assessore al Welfare.

“Lei, come noi, per età e convinzioni personali e ideali respingiamo questa etichetta appiccicata con chiaro intento diffamatorio e dunque prima di procedere per le vie legali attendiamo  dagli esponenti del centrosinistra che si sono concessi queste affermazioni in un comunicato demagogico e distruttivo una formale rettifica e le scuse personali per ognuna delle persone del gruppo additate ingiustamente”: conclude la nota di Davide Minutillo.

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