rotate-mobile
Venerdì, 14 Giugno 2024
Politica

Risorse post-maltempo, botta e risposta tra Morrone e il governatore Bonaccini

"Abbiamo beccato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in fallo sulle risorse promesse alla Romagna", attacca Morrone

Botta e risposta tra il governatore dell'Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, e il parlamentare forlivese della Lega, Jacopo Morrone, dopo le critiche sollevate dall'esponente del Carroccio sul piano della Regione finalizzato al ripristino delle strade uscite dissestate dalle ondate di maltempo invernali. Bonaccini ha replicato al leghista con un post su Facebook: "Siccome per l’onorevole leghista Morrone non si fa mai abbastanza per la Romagna non ho dubbi che ci aiuterà ad avere cospicue risorse dal futuro Governo, grazie anche al nuovo Parlamento - esordisce -. Nel frattempo, sono in attesa delle decine di migliaia di firme che aveva annunciato in maniera roboante lo scorso autunno, per contrastare la richiesta di autonomia per la nostra Regione (firmata dal sottoscritto insieme a Luca Zaia e Roberto Maroni, ma lui era contrario lo stesso) e invece chiedere la secessione della Romagna dall’Emilia, creando due regioni (ovviamente più deboli perché piu piccole), con conseguente raddoppio degli assessori, dei consiglieri regionali, dunque raddoppio dei costi della politica e delle macchine amministrative e burocratiche".

"Abbiamo beccato il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, in fallo sulle risorse promesse alla Romagna - risponde Morrone -. E lui se l’è presa a morte. Sappiamo che Bonaccini non ha un buon carattere, che talvolta va molto veloce con il dito sui tasti, mentre sarebbe utile riflettere sulle cose importanti. Non a caso gli avevo chiesto un incontro, proprio per confrontarci sui gravissimi danni provocati dal maltempo in Romagna, ma non ho avuto riscontri. Di certo il presidente aveva già in mente il suo tour elettorale romagnolo, che non avrebbe certo potuto condividere con esponenti della coalizione che vede la Lega come primo partito. Quella coalizione che ha dato una batosta così cocente al Pd. Proprio in Emilia e Romagna, nella regione presieduta con il pugno di ferro da Bonaccini, che, tuttavia, non azzecca nulla in comunicazione. E va nel pallone di fronte a qualunque critica. Fatti non parole, presidente Bonaccini. La gente è stanca delle promesse di queste amministrazioni regionali e locali del Pd che, negli anni, hanno speso milioni in parole, piani e progetti finiti nel nulla".

"Per quanto poi riguarda l’autonomia regionale, che non vedo cosa c’entri in questo contesto, a me Bonaccini non la può raccontare. Il presidente è sempre stato un fautore del centralismo - aggiunge -. Ma ha capito che il vento era cambiato. E da navigato politico è salito sul treno autonomista della Lega. Un treno guidato da leghisti che da decenni sono protagonisti di questa battaglia, scontrandosi con il muro del Pd che teme la vera autonomia dei territori e la conseguente perdita di poltrone e consensi. Non c’è dubbio che la Romagna abbia il diritto di rendersi regione autonoma dallo strapotere di Bologna e dell’Emilia. Non c’è dubbio che oggi la Romagna sia il motore dei due territori, quello romagnolo e quello emiliano, ma che, in cambio, non riceva quanto le sarebbe dovuto. Non c’è dubbio che gli esponenti Pd romagnoli non abbiano alcun potere contrattuale sul tavolo regionale. Basta vedere gli scarsissimi risultati che portano a casa. Ed è altrettanto evidente che i costi per la nuova Regione Romagna non duplicherebbero. Forse, al contrario, diminuirebbero. Ma non facciamo caso alle boutade di Bonaccini, che ama giocare con i numeri. Per questo lo scusiamo".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Risorse post-maltempo, botta e risposta tra Morrone e il governatore Bonaccini

ForlìToday è in caricamento