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Il sindaco rilancia su Facebook la provincia unica romagnola

Ecco che il sindaco, Roberto Balzani, insieme al collega dell'Università di Bologna Gilberto capano, rilancia l'argomento, a lui caro, sulla sua pagina Facebook

Il tema degli accorpamenti amministrativi in Italia, recentemente ripreso dalle istituzioni europee come obiettivo cui tendere per snellire l’amministrazione (e per renderla non solo più efficiente dal punto di vista finanziario ma anche più efficace nelle prestazioni verso i cittadini), trova potenziali declinazioni regionali e territoriali. Una è quella romagnola, riproposta da Giancarlo Mazzuca come antidoto contro il potente solvente del feudalesimo neo-municipale, esiziale per le stesse politiche regionali”.

Ecco che il sindaco, Roberto Balzani, insieme al collega dell’Università di Bologna Gilberto capano, rilancia l’argomento, a lui caro, sulla sua pagina Facebook. Il primo cittadino gira il dito nella piaga, facendo riferimento ai recenti accadimenti, ed ad una politica di Area Vasta costellata di insuccessi. “La pratica più diffusa diventa così quella ostativa, per evitare che “qualcun altro vinca”. Risultato: paralisi, litigi, fallimenti. I casi sono numerosi: dagli aeroporti alle fiere, dalla sanità ai trasporti, sembra difficilissimo costruire o difendere una logica di “sistema”. D’altra parte, pure l’ente regione boccheggia: dovrebbe dare le grandi chiavi di lettura dei macro-processi, inserendo armonicamente i territori in una maglia, se non di coesione, di compatibilità, ma non ce la fa e resta avviluppato anch’esso nella rete dei poteri polverizzati”.

Parlando del “tentativo di razionalizzare la struttura amministrativa degli enti locali, dalle province agli stessi comuni, possibilmente dal basso, Balzani ritorna a ”ipotesi come la provincia unica romagnola o come la fusione di comuni (ad esempio la creazione di un comune metropolitano forlivese costituito dalle municipalità vicine, o altre forme di aggregazioni a livello di vallata), che non sono affatto progetti utopistici oppure provocazioni intellettuali. Ogni tempo ha la sua scala, è non è più il tempo del piccolo è bello”.
 

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