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Romagna Acque, l'ex presidente si sfoga: "Indignata per i toni. Non accetto lezioni da nessuno"

E' una Ariana Bocchini serena quella che martedì lascia la presidenza di Romagna Acque, dopo 7 anni al vertice della Società delle Fonti. "Non ho mai pensato ad una riconferma", sottolinea

E' una Ariana Bocchini serena quella che martedì lascia la presidenza di Romagna Acque, dopo 7 anni al vertice della Società delle Fonti. “Non ho mai pensato ad una riconferma – sottolinea – tant'è che lo avevo comunicato già da tempo, prima di questo caos mediatico. Non ho chiesto nulla, mi sono ampiamente bastati questi anni”. Quello che ha indignato, termine che ha usato più volte la 56enne, ex sindaco di Bertinoro, sono stati i “toni a volte ampiamente irrispettosi, che hanno offeso questa società, per questo parlo solo adesso”.

Bocchini è molto dura contro il sindaco di Forlì Roberto Balzani, per l'espressione usata  “pattume di partito”. “Al di là dei rapporti tra le persone, che dovrebbero comunque essere ispirati dal rispetto, questa è stata una polemica che ha rischiato di travolgere Romagna Acque, per questo sono indignata – ripete Bocchini – avrei voluto che fossero fatti i nomi e i cognomi, perchè mi fa male non capire chi è il 'pattume', se è riferito solo a me o anche ad altri, per potere combattere l'ipocrisia fino in fondo. Comunque bisogna ricordarsi che, così, nel pattume, si rischia di finirci tutti”.

Poi l'ex presidente fa una confidenza, che, dice, “non ho mai voluto esibire, ma dopo quello che ho sentito, a 56 anni, mi sento di raccontare”. La sua scelta politica nasce infatti da un dramma familiare, “da un fortissimo contrasto con mio padre, che mentre era sindaco di Bertinoro fece uno sbaglio, ed io feci la mia scelta che mi isolò completamente dalla famiglia. Questo però – ha sottolineato Bocchini - mi ha consentito di essere una persona libera, e per questo non accetto lezioni da nessuno”.

Ma Bocchini non pensa di abbandonare la polica, ma insiste, "una discussione il Pd dovrà farla, , ma su di sè, perchè non ci sono più strumenti di confronto e di discussione".

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