Sala del Commiato laico, progetto fermo. Morgagni (Forlì & Co): "Non è possibile attendere oltre"

"E' fermo al 31 gennaio a causa dell'emergenza sanitaria al pari di altre pratiche", ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici, Vittorio Cicognani rispondendo ad un question time presentato da Federico Morgagni (Forlì & Co) e Matteo Zattoni (Pd)

E' ancora in fase di stallo il progetto di una sede alternativa per le le cerimonie di commiato dei defunti non credenti o non appartenenti alla confessioni religiose maggiormente diffuse  in ottemperanza a quanto deliberato dal Consiglio comunale il 21 giugno 2016. "E' fermo al 31 gennaio a causa dell'emergenza sanitaria al pari di altre pratiche", ha spiegato l'assessore ai Lavori Pubblici, Vittorio Cicognani rispondendo ad un question time presentato da Federico Morgagni (Forlì & Co) e Matteo Zattoni (Pd), che non ha lesinato critiche all'ex amministrazione ("non ho visto tutta questa urgenza e in tre anni poteva essere fatto tranquillamente").

"Nel 2017 la precedente Amministrazione aveva ipotizzato di utilizzare come Sala del Commiato l'ex obitorio dell'Ospedale Pierantoni, ormai chiuso da anni - ricorda Morgagni -. A seguito della messa a bilancio, nel corso del 2018, della copertura dei costi dell'intervento, nella primavera del 2019 era stato poi elaborato dai dirigenti del Servizio Lavori pubblici e Edilizia del Comune un primo progetto di ristrutturazione dello stabile, che prevedeva l'utilizzo di parte della palazzina situata di fronte alla camera mortuaria per la funzionalità della Sala del Commiato laico, mentre la parte restante sarebbe stata utilizzata dall'Università di Bologna. Con l'insediamento della nuova amministrazione, è calata sulla vicenda una coltre di silenzio. Per questo motivo, già lo scorso 30 gennaio avevamo sollevato la questione, chiedendo come si intendesse dare corso alla deliberazione già assunta dal Consiglio comunale. In tale occasione, l'assessore Cicognani aveva comunicato la decisione dell'Amministrazione di mettere a disposizione dell'istituendo Corso di Laurea in Medicina l'intero spazio dell'ex obitorio, aggiungendo comunque l'impegno a trovare una diversa sede per la Sala del Commiato e ad avviare un confronto con i soggetti che avevano richiesto l'istituzione di questo spazio.

Conclude il capogruppo di Forlì & co: "Abbiamo semplicemente chiesto all'asessore di impegnarsi a nome della Giunta ad iniziare entro l'estate i confronti e le consultazioni con i soggetti interessati alla realizzazione della sala; purtroppo non è arrivata nessuna risposta. Riteniamo l'atteggiamento del Comune molto grave. Ogni cittadino di Forlì ha il diritto di disporre le modalità del proprio commiato dalla vita secondo le rispettive convinzioni e l'Amministrazione, chiunque la rappresenti, ha il compito di attuare quanto deliberato dal Consiglio comunale. La realizzazione di una Sala del Commiato, peraltro, ben più di tante parole retoriche e dei minuti di silenzio rappresenterebbe il modo con il quale la città può rendere omaggio all'illustre figura del Prof. Flamigni, che da tempo si batteva proprio per l'istituzione di una questo spazio. Chiediamo quindi che la Giunta prenda pubblico impegno di incontrare i soggetti interessati per proporgli la sede individuata come Sala del Commiato".

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