Sanatoria per i migranti, Ragni (FdI): Un flop le richieste a Forlì-Cesena e in Romagna

A dirlo è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale di Fratelli d'Italia e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese Caterina Sforza di FdI

"Al 15 giugno sono state presentate dai datori di lavoro al portale del Ministero dell'Interno circa 32.000 domande di regolarizzazione dei rapporti di lavoro. Ma da questi numeri emerge come la procedura di emersione dei migranti presenti irregolarmente nel territorio nazionale richiesta dal ministro Teresa Bellanova si stia rivelando un flop. Un fallimento anche per i numeri che riguardano la provincia di Forlì-Cesena". A dirlo è Fabrizio Ragni, vicecoordinatore provinciale di Fratelli d'Italia e componente del direttivo del Circolo comunale forlivese Caterina Sforza di FdI.

Nella distribuzione delle richieste di sanatoria per regioni, secondo quanto pubblicato nel report pubblicato online dal ministero dell'Interno, l'Emilia Romagna è al quarto posto assoluto con 1.986 domande presentate per il lavoro domestico e di assistenza alla persona ed è al sesto posto per quello agricolo, con appena 86 moduli inviati. Ed a livello nazionale il lavoro domestico e di assistenza alla persona rappresenta il 91% delle domande già perfezionate e il 76% di quelle tuttora in lavorazione. "Segno di come sono stati soprattutto colf e badanti ad aver usufruito della sanatoria, c’è invece poca traccia di braccianti e migranti impegnati nel settore agricolo", commenta Ragni.

"Dunque, l'emersione dal lavoro nero in agricoltura che aveva giustificato il provvedimento nelle intenzioni del governo Conte non trova riscontro nelle stesse statistiche elaborate dal Viminale - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia -. Un buco nell'acqua. Ed i numeri, ridottissimi per la Romagna e la nostra provincia (su scala provinciale spiccano soltanto Modena, Reggio Emilia e Bologna) ci dicono che a fronte di un problema che esiste – lavoro nero e caporalato, anche Forlì-Cesena – l'auspicata emersione delle irregolarità non ha avuto, o non sta avendo, luogo. A fronte di notizie di cronaca recenti che lasciano allibiti: migranti afgani e pachistani sfruttati e pagati dai loro stessi connazionali “caporali” pochi euro al giorno e condannati a vivere in condizioni disumane nella nostra Romagna".

"Questa misura voluta dal governo Pd-M5S. non intacca il fenomeno che si vorrebbe combattere. Un fenomeno che ha un peso nella nostra regione - continua Ragni -. L'Emilia-Romagna, infatti, è fra le prime regioni d' Italia, dietro soltanto la Lombardia, per numero di lavoratori irregolari, e al sesto posto assoluto per lavoro totalmente nero: come riporta l'ultima statistica dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro". L'esponente di Fratelli d'Italia aggiunge al tema altri due argomenti: "La richiesta di regolarizzazione della posizione ha dei costi: 500 euro per il datore di lavoro, 160 euro se la richiesta è avanzata dal singolo migrante e fino ad oggi le domande sono in gran parte presentate proprio dai singoli lavoratori interessati".

"E' stato già accertato che stranieri irregolari a lungo in Italia e poi migrati in cerca di fortuna in paesi confinanti, la Francia, per esempio, stanno tornando alla spicciolata nel nostro Paese per ottenere il pass - chiosa -. Una sanatoria garantita dal governo agli immigrati per pochi spicci, mentre sempre lo stesso governo Conte rifiuta di autorizzare una sanatoria a beneficio dei cittadini italiani che si stanno vedendo pignorare i beni per il mancato pagamento delle rate di un prestito, di un finanziamento o di un mutuo a causa delle difficoltà patite e dei mancati incassi durante il periodo di “lockdown” imposto sempre dal governo Pd-M5S".

Ragni boccia senza appello un provvedimento che a suo parere "ha messo a nudo non soltanto una debolezza di natura tecnica nella procedura ma soprattutto ha evidenziato la vera motivazione politica di fondo: aprire le porte del nostro Paese al maggior numero di immigrati possibili".

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