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Sanità, Errani: "Siamo orgogliosi dell'eccellenza forlivese"

"L'Area Vasta è un grande valore che vi ha fatto fare passi avanti e non indietro". Lo ha detto il presidente della Regione, Vasco Errani, chiudendo lunedì mattina l'incontro pubblico organizzato in ospedale dall'Ausl di Forlì

"L'Area Vasta è un grande valore che vi ha fatto fare passi avanti e non indietro". Lo ha detto il presidente della Regione, Vasco Errani, chiudendo lunedì mattina l'incontro pubblico organizzato in ospedale dall'Ausl di Forlì, per fare il punto sul sistema sanitario locale e inaugurare il robot sanitario.  Un concetto che aveva già espresso la direttrice dell'Ausl di Forlì, Licia Petropulacos: “Ci aspettiamo tempi difficili, per questo è fondamentale fare corpo comune”.



"Provate a fare questo esercizio - ha detto Errani in un passaggio del suo intervento -: fare la foto reale di cos'era la sanità dieci anni fa e di cosa è oggi. Qui si è realizzato il più grande salto qualitativo e tecnologico che si sia realizzato in Emilia-Romagna, che significa tanto. Non è merito della Regione ma di questa comunità".
 
Il presidente, arrivato a metà mattina al "Morgagni-Pierantoni" assieme all'assessore regionale Lusenti, ha prima ascoltato una conversazione tra alcuni professionisti del sistema sanitario  (tra cui l'ideatore del robot sanitario Graziano Rinaldini di Formula Servizi) moderata dall'attore teatrale Denio Derni. Poi ha preso la parola: "Siamo qui per dire che siamo orgogliosi dell'eccellenza dell'ospedale di Forlì e non solo - ha detto - perché una cattedrale da sola non può essere eccellenza. Siamo orgogliosi anche per le critiche e gli attacchi ricevuti, ma chiedo una cosa: la politica faccia una cosa colta, distingua gli interessi di parte dal valore profondo di una esperienza comunitaria che è quella umana e di competenze che sta dietro ad un sistema sanitario".

Errani ha parlato dal palco allestito nella piazza del padiglione Morgagni, davanti ad un pubblico di addetti ai lavori e di cittadini in transito dall'atrio dell'ospedale: "Il nostro sistema sanitario non è di una parte, è un valore per la comunità - ha scandito -. Quando si bombarda (ingiustamente) il sistema sanitario senza fare distinzione e cogliere le differenza, si fa una operazione che va contro la comunità.  Non cerco un astratto orgoglio perché in questo Paese la cosa più importante è dire davanti ad una telecamera che si è fatto qualcosa a prescindere che si sia fatta o no - ha detto -; l'approccio giusto è essere in cambiamento e rispondere alle esigenze o noi non assolviamo al nostro compito".

"I problemi che abbiamo non sono quelli per i quali siamo stati criticati - ha fatto notare -; verrà un giorno in cui il concetto di verità assumerà più peso nella nostra società. È passato il concetto che Area Vasta era strumento per distribuire in modo iniquo le risorse e tarpare le ali ad una realtà di eccellenza come questa. Possiamo non essere intelligenti, ma non da arrivare a questo record di stupidità. In questo momento in Italia si sta discutendo di aree più vaste, relazioni, evitare sovrapposizioni, sperimentare nuovi modelli - ha ricordato Errani - Ma chi per prima l'ha fatto in Italia? Noi.  Siamo stati i primi a vedere l'esigenza di guardare oltre al presente e di costruire sistemi territoriali integrati".
 
"La sanità è il centro dell'innovazione - ha osservato - e non puoi immaginare che di fronte a questa innovazione così radicale non sia indispensabile modificare continuamente i modelli organizzativi e di risposta ai bisogni. Non esiste campanile che regga alla necessita tecnologica di costruire reti integrate. La presa in carico di un cittadino nasce dal territorio e deve avere continuità senza divisioni di campanile; quando questo succede, anche da noi, stiamo facendo un errore".
 
"Non intendiamo rinunciare a due valori fondamentali, nonostante...", qui Errani si è interrotto "per rispetto del ruolo istituzionale", facendo trapelare una critica al governo. Poi ha ripreso affermando come primo principio "l'universalità dell'accesso; in tutto il mondo chi ha sistemi strutturati su due livelli spende mediamente il doppio rispetto a noi, avendo una risposta assistenziale peggiore rispetto alla nostra. Gli Usa spendono il 17% di Pil in sanità, Svizzera  e Australia il 14%, l'Italia spende il 7% del Pil".

"Il secondo valore riguarda il come dare la prestazione giusta nei tempi giusti ai cittadini - ha detto -. Abbiamo bisogno noi di cambiare, facendo un salto di qualità sostanziale sul governo clinico. Perché la vera chiave per vincere e confermare l'accesso universalistico, é fare un salto di qualità sulla appropriatezza delle cure, costruendo un diverso rapporto tra il loro accesso alla salute e il sistema sanitario. Bisogna fare un cambio culturale, per far crescere la cultura della salute".
 
"Il soggetto tolemaico del sistema sanitario non è il sistema - ha evidenziato -, ma il cittadino attorno al quale devono ruotare i servizi. La prima cosa da curare è come si sente il cittadino quando entra in urgenza. Bisogna innovare la tecnologia organizzativa - ha esortato Errani -. Facciamo muovere persone, competenze; cambiano delle gerarchie non dal punto di vista politico, questo è un dibattito arretrato: cambiano dal punto di vista scientifico e della qualità reale dell'assistenza alle persone - Qui dobbiamo rilanciare un patto di governo - ha scandito Errani - non politico ma qualitativo della sanità. Partendo dalla risposta al cittadino e ai bisogni del cittadino, partendo dagli standard migliori nel mondo. È difficile ma non c'è niente di più affascinante e di maggior soddisfazione".

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