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Sanità, Evangelisti (Fdi): "Giunta regionale chiarisca su corso formazione per gli infermieri del 118"

Così l'esponente di FdI: "Un progetto che nascerebbe per sopperire alla carenza cronica di medici e non per ragioni professionali"

Con un’interrogazione Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) sollecita chiarimenti alla giunta regionale sul corso di formazione rivolto agli infermieri che operano nel 118 programmato dall’Ausl della Romagna. In particolare, la consigliera chiede di “ridefinire il progetto, coinvolgendo i lavoratori (a partire dai sindacati)". "L’Ausl della Romagna ha previsto un corso di formazione obbligatoria per gli operatori del 118, in particolare per gli infermieri che operano nei servizi di emergenza territoriale, un progetto che nascerebbe per sopperire alla carenza cronica di medici e non per ragioni professionali - afferma Evangelisti -. Questa decisione comporrebbe un aumento delle responsabilità in capo agli infermieri, senza una tutela legale e un riconoscimento economico".

L'esponente di Fratelli d'Italia rileva poi sulla vicenda che "la Direzione generale dell’Ausl ha assunto un comportamento di totale chiusura, prevedendo addirittura per i lavoratori che non parteciperanno al corso l’esclusione dal servizio di 118". Sul tema la capogruppo ha concluso evidenziando che "il progetto non ha ricevuto l’avallo dei sindacati, che anzi hanno annunciato una mobilitazione".

Anche la Lega ha presentato un'interrogazione a firma di Daniele Marchetti (primo firmatario), Valentina Stragliati, Michele Facci e Fabio Bergamini. "L’Ausl Romagna ha previsto un corso di formazione obbligatoria di 114 ore per gli operatori del 118, in particolare per gli infermieri che operano nei servizi di emergenza territoriale, un progetto che sembrerebbe nato per sopperire alla carenza cronica di medici e non per ragioni professionali", spiegano i leghisti per i quali "già nel primo semestre del 2022 si registrava la mancanza del 40% di medici assunti su un totale di 855 personale medico previsto per i servizi di Emergenza Pre-Ospedaliera – 118 e di Pronto Soccorso ed è diffusa, tra tutto il personale infermieristico regionale, la preoccupazione di doversi assumere maggiori responsabilità, che fino ad oggi erano esclusiva dei medici, a fronte di nessuna tutela legale e nemmeno di nessun adeguamento salariale".

Da qui l'atto ispettivo per sapere dalla giunta "quando prevede di presentare all’Assemblea il piano di riordino del sistema sanitario regionale e quante e quali Ausl hanno avviato corsi di formazione obbligatori per gli infermieri del comparto emergenza-urgenza". Poi ancora: "Il corso dell’Ausl Romagna in questione è propedeutico al riordino del sistema regionale della sanità? Verrà garantita una più adeguata tutela legale e un proporzionato incremento salariale per le maggiori responsabilità che verranno assegnate agli infermieri del sistema emergenza-urgenza?". Nei giorni scorsi è intervenuto il Nursing Up, spiegando che ciò che sta mettendo in agitazione i 300 operatori del Pronto Soccorso (tra Rimini, Cesena, Forlì e Ravenna) è un corso di formazione obbligatoria di 114 ore (suddiviso in 5 aree di competenze diverse) che l'Ausl Romagna vuol far partire. Ma l'Ausl Romagna ha replicato sostenendo che non è previsto alcun stravolgimento di funzioni e nessun aumento di responsabilità.

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