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La polemica sull'intitolazione all'ottava Brigata Garibaldi prosegue a Santa Sofia: "Critiche inaccettabili"

"Tutti i componenti del consiglio comunale di Santa Sofia ribadiscono l'adesione ai principi e ai valori dell'antifascismo" si legge in una nota del Comune di Santa Sofia 

La polemica sull'intitolazione di un giardino pubblico del quartiere Romiti all'VIII Brigata Garibaldi Romagna a Forlì si estende anche nel territorio del comprensorio. Il Comune di Santa Sofia, fa sapere una nota, con assenso di tutti i componenti di maggioranza e minoranza (nel consiglio non è presente il centro-destra, ndr), ha bollato durante l'ultimo consiglio comunale e su proposta del consigliere di minoranza Silvio Castagnoli come "inaccettabili e storicamente senza fondamento" le prese di posizioni contrarie all'intitolazione espresse da Marco Catalano, esponente di Fratelli d'Italia in seno alla commissione toponomastica del Comune di Forlì. Ed ancora: "Nello specifico, sulle parole del rappresentante di Fratelli d'Italia, si rammenta che l'amnistia Togliatti dal 22 giugno 1946 favorì la liberazione di oltre 10.000 fascisti responsabili dei crimini più efferati e orribili. Su tutti, un nome tornerà nelle cronache per alcuni decenni: il riferimento è a Junio Valerio Borghese, il “Principe nero”, capo della X Flottiglia MAS che nel dicembre del 1970 fu a capo di un tentativo di colpo di Stato. Alla luce di questo, tutti i componenti del consiglio comunale di Santa Sofia ribadiscono l'adesione ai principi e ai valori dell'antifascismo" si legge in una nota del Comune di Santa Sofia 

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