Sapro, Ausl e aeroporto: intervento di Biondi (L'Altra Forlì)

Non vuole essere il mio una sorta di accanimento terapeutico ma c’è qualcosa che non riesco a comprendere nell’intreccio fra politica e sistema dell’informazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Non vuole essere il mio una sorta di accanimento terapeutico ma c’è qualcosa che non riesco a comprendere nell’intreccio fra politica e sistema dell’informazione. Ritorno volentieri comunque sugli aspetti assolutamente negativi riguardanti la nostra città, Sapro, Ausl, Ridolfi e aggiungo anche Acer non solo per denunciare lo sperpero di centinaia di milioni di euro ma per rappresentare correttamente quali siano i limiti di un sistema che ha prodotto un tale disastro. Ho letto che l’amico Bertaccini Giuseppe ritiene che dal carrozzone Sapro siano arrivati soldi agli amici dei partiti credo si riferisse ai partiti di maggioranza, quella maggioranza a cui lui ha ritenuto di far parte negli ultimi
anni della sua attività consiliare. Io personalmente invece so che quando ho avuto la responsabilità´del Partito Repubblicano non ho mai avuto, né tanto meno chiesto, contributi da Sapro. Ma al di là di questo aspetto il problema vero è che la politica forlivese e le diverse amministrazioni pubbliche non si sono mai interessate ad una corretta gestione di queste aziende partecipate. Sapro ne ha fatte di tutti i colori. Ha acquistato terreni a prezzi assolutamente esorbitanti rispetto all’andamento del mercato, in località non adeguate quanto inopportune per insediamenti produttivi. Ha scelto un management inadeguato e non ha operato nessun tipo di controllo. Che dire poi di Acer alla luce delle notizie recentemente apparse sulla stampa? Chi erano i controllori e quali commistioni con i controllati? In verità è che nella nostra città in tutti questi anni sembrerebbe aver comandato Barabba… col risultato fin troppo evidente di una caduta totale della competitività di sistema e di un degrado dal quale sembra difficile poterne uscire. Sull’aeroporto poi è ora di finirla. Abbiamo un’infrastruttura altamente qualificata, nella quale la collettività forlivese ha investito negli anni ingenti risorse, un personale all’altezza dei compiti loro assegnati, ma in ragione degli interessi di bottega della Regione e dei campanili che in essa si muovono viene abbandonato preferendovi soluzioni e realtà che hanno caratteristiche molto diverse quando addirittura non si è di fronte ad obsolescenze e palesi inadeguatezze. Ribadisco quindi come per queste ragioni sia necessaria una fase di approfondimento/rinnovamento che metta in condizione i cittadini di scegliere loro una classe dirigente per il futuro, scevra dai retaggi del passato e dalla
smania di potere, che sappia indicare la strada per un cambiamento reale della situazione in essere attualmente.

Il Presidente del Circolo Civico l'Altra Forlì
Lauro Biondi

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