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Scalo merci Forlimpopoli: "Ora le Ferrovie si devono muovere"

Con un'interrogazione il capogruppo della Lega Nord Gian Luca Zanoni chiede un aggiornamento sullo scalo merci di Forlimpopoli

Con un’interrogazione il capogruppo della Lega Nord Gian Luca Zanoni chiede un aggiornamento sullo scalo merci di Forlimpopoli dal momento che, nel marzo 2011 emergeva che “la Provincia ha esercitato un ruolo di coordinamento con Camera di Commercio; la Regione si era dichiarata disponibile per mettere a disposizione anche una propria società di consulenza per incrociare meglio domanda e offerta del territorio; lo scalo merci è stato inserito nel Piano Regionale della Logistica integrata emiliano-romagnola; per il contesto nazionale  vi sono stati contatti con Ferrovie dello Stato (Trasporti Italia) per contattare le imprese e fare offerte, con costi competitivi per il nostro sistema territoriale”.

Rileva quindi il consigliere: “Sono passati venti mesi dalla risposta alla nostra interrogazione, per quanto di nostra conoscenza permane la condizione di quasi inesistente utilizzo dell’importante opera che è costata ben trenta milioni di euro”. Si chiede pertanto di sapere “quale è stato il lavoro svolto dalla Regione con la propria società di consulenza e quali offerte sono state predisposte da Ferrovie dello Stato per le imprese del territorio per l’utilizzo dello Scalo Merci, e quali sono state le risposte delle aziende”.

Risponde il vicepresidente Guglielmo Russo: “Esprimo qui pubblicamente una grandissima preoccupazione per lo scalo merci di Villa Selva e chiedo qui pubblicamente a Trasporti Italia, società di Ferrovie dello Stato, che dica a questo territorio una parola chiara sull’utilizzo di questa struttura. Non è possibile che per una struttura costata a Ferrovie dello Stato 33 milioni di euro non esista ancora una proposta di utilizzo. Noi come enti locali abbiamo fatto tutta la nostra parte: lo scalo merci è stato inserito in tutti i piani regionali di programmazione delle infrastrutture per il trasporto merci. Abbiamo commissionato uno studio all’ “Istituto trasporto logistica”, che ha fatto una studio di fattibilità delle tratte, per trasformare i potenziali volumi di merci del territorio in offerta alle aziende. Abbiamo costruito un rapporto continuativo delle Ferrovie dello Stato: ci dovevamo incontrare in ottobre, poi non se n’è fatto più niente. Da Ferrovie ci comunicano che il ritardo dipende da un cambio di manager. Sono state individuate a livello locale ipotesi di utilizzo  logistico, come per esempio la piattaforma del fresco. Insomma abbiamo costruito il terreno più adeguato per intervenire positivamente, sta ora alle Ferrovie formulare  una proposta operativa”.
 

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