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Sergio Mattarella nuovo presidente della Repubblica: eletto con 665 voti

Soddisfatto il parlamentare forlivese Marco Di Maio, che, come ha spiegato sulla sua pagina Facebook "con il cuore colmo di emozioni", ha votato per il neo inquilino del Colle

Sergio Mattarella è il 12esimo presidente della Repubblica italiana. Erano sufficienti 505 voti al quarto scrutinio, ma ne sono stati raccolti ben 665. Sul suo nome c'è stata un'ampia convergenza e si è arrivati molto vicini al quorum dei due terzi che la Costituzione richiede per le prime tre votazioni. Soddisfatto il parlamentare forlivese Marco Di Maio, che, come ha spiegato sulla sua pagina Facebook "con il cuore colmo di emozioni", ha votato per il neo inquilino del Colle: "E' una bella giornata per le nostre istituzioni. E' stata una della più belle emozioni della mia vita".

"Non ho mai avuto dubbi sul fatto che il Pd questa volta sarebbe riuscito a eleggere alla grande un presidente di altissimo profilo come Mattarella - commenta Di Maio - perchè abbiamo lavorato con coraggio e tenacia a questo risultato, in stretta connessione con il presidente del consiglio Matteo Renzi e con i vertici del gruppo parlamentare. Mattarella ha tutte le caratteristiche più che servono per ricoprire quel ruolo, che richiede equilibrio, conoscenza delle istituzioni e dei loro meccanismi, conoscenza della Costituzione, autonomia di pensiero, capacità di rappresentare il Paese nelle sue parti migliori e comprendere le ragioni del disagio e delle difficoltà che in tanti vivono".

Soprattutto, però, il profilo di Mattarella è simbolicamente importante per la sua storia personale: "Mattarella è un simbolo della lotta contro la mafia - fa notare il giovane parlamentare romagnolo - ha visto il fratello morire tra le sue braccia per un omicidio di mafia; ha fatto del rigore morale, dell'assoluto rispetto per le istituzioni, della politica fatta per servizio e con sobrietà, le proprie ragioni di vita. E' un convinto sostenitore della nostra Costituzione e dei cambiamenti di cui ha bisogno, come antidoto anche per contrastare la criminalità organizzata. Quella che ho sentito è una emozione che mai ho provato in politica, una delle più grandi della mia vita. Eleggere un capo dello Stato, per la seconda volta nella stessa legislatura, assistere all'applauso di tutto il parlamento compreso quello di Giorgio Napolitano, è un'immagine indelebile. Che ripara, almeno in parte, quanto avvenuto nel 2013 con la votazione su Romano Prodi".

RONDONI - "La scelta del nuovo Capo dello Stato è ricaduta su una persona seria e dall’ampio percorso politico e istituzionale, che va dalla lotta alla mafia alla presenza in Parlamento, dagli incarichi di ministro a quello di giudice della Corte Costituzionale - afferma Alessandro Rondoni -. È stato eletto come garante dell’unità, del pluralismo e della Costituzione e l’ampio consenso ricevuto è un segno per dare forza alle istituzioni. E per svolgere, con equilibrio, le proprie funzioni in un momento in cui l’Italia è ancora in emergenza, la politica si deve rinnovare e va perseguito il cammino delle riforme. Ha prevalso il senso di responsabilità e di condivisione, e non quello della deriva, per il bene dell’Italia. Le istituzioni vengono prima delle divisioni e dei partiti. Il presidente Mattarella, visti anche la sua storia politica e il suo profilo giuridico, dovrà ora operare pure con uno sguardo aperto all’Europa, nel rispetto della tradizione culturale, sociale e religiosa dell’Italia".

IL VOTO - A favore si sono schierati Pd, Scelta Civica, Sel, il gruppo di Socialisti e Autonomie, Ncde Udc. Forza Italia ha optato per la scheda bianca. Lega Nord e Fratelli d'Italia hanno continuato a votare per Vittorio Feltri (46 voti), il Movimento 5 Stelle per Ferdinando Imposimato (127). Quanto agli altri candidati, Stefano Rodotà ha ottenuto 17, Emma Bonino, Antonio Martino, Giorgio Napolitano e Romano Prodi 2. I voti dispersi sono stati 14, le schede bianche 105, le nulle 13. Tanti applausi hanno accolto la proclamazione di Mattarella.

SALIERA - "Le più sincere congratulazioni per l'elezione alla massima magistratura repubblicana e i migliori auguri di buon lavoro", sono arrivate dal presidente dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Simonetta Saliera, che ha partecipato all'elezione del Presidente in qualità di delegata della Regione Emilia-Romagna: "Il Presidente Sergio Mattarella è persona di riconosciuto rigore e senso delle Istituzioni, di specchiata fedeltà alla Costituzione e ai valori della democrazia. Al nuovo Presidente della Repubblica va la nostra piena collaborazione, nello sforzo comune di portare il Paese fuori dalla crisi sociale ed economica, a beneficio dei territori e di tutti i nostri concittadini".

BONACCINI - “Signor Presidente - ha scritto Bonaccini - a nome mio e della Giunta regionale le invio l’augurio più caro per la sua elezione a Capo dello Stato. É a tutti noto l’alto servizio che lei ha reso al nostro Paese nelle diverse funzioni pubbliche fin qui esercitate, sempre svolte con competenza e capacità, unite al più assoluto disinteresse personale. Tutto ciò rappresenta la migliore garanzia per il popolo italiano. L’auspicio è che assieme a lei il Paese e i cittadini tutti possano guardare avanti con rinnovata fiducia. Mi auguro che, quando i suoi impegni glielo consentiranno, vorrà far visita alla nostra regione - ha concluso Bonaccini -. Ne saremmo lieti e onorati”.

GESSICA ALLEGNI - "E' davvero una bella giornata - ha dichiarato la presidente di SinistraDem Forlì -. L’elezione a larga maggioranza di Sergio Mattarella a Capo dello Stato è garanzia di tutela e rispetto della Costituzione, attenzione all’etica pubblica e contrasto all’illegalità. Le caratteristiche che servono per interpretare al meglio il ruolo della più alta carica dello Stato. Ci si è arrivati con una rinnovata unità nel Partito Democratico che è altresì un segnale importante per il paese e le riforme che si andranno ad approvare nei prossimi mesi. Un nome che come SinistraDem ci ha convinti fin dall’inizio e che consideriamo anche il frutto di una dialettica interna al partito che ci ha visti in questi mesi, a testa alta, difendere le nostre ragioni, su temi sensibili come lavoro e riforma costituzionale e chiedendo che il Patto del Nazareno fosse tenuto fuori dalla scelta del Presidente della Repubblica. E’ andata così, per merito di tutti. La battaglia politica continua, a Roma e sul territorio, per costruire una sinistra più coraggiosa e decisiva nelle scelte che sarà chiamato a fare il Pd. Da SinistraDem Forlì vanno i più sentiti e calorosi auguri al Presidente Sergio Mattarella".

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