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Servizi per anziani e disabili, riordino delle Asp. Pasini: "Orizzonte sempre confuso"

L’assemblea legislativa regionale ha approvato, a maggioranza, la nuova Legge che riordina le aziende del servizio alla persona, norma che prevede un unica ASP distrettuale o provinciale

L’assemblea legislativa regionale ha approvato, a maggioranza, la nuova Legge che riordina le aziende del servizio alla persona, norma che prevede un unica ASP distrettuale o provinciale. Alle “nuove” Asp viene data la possibilità di gestire, oltre ai servizi socio-sanitari per anziani e disabili, anche i servizi educativi. Su questa “tematica”, forte è stato il dibattito in queste settimane e sull'argomento interviene Andrea Pasini, Segretario Prov.le e Consigliere Comunale UdC,  affermando  che sono stati volutamente esclusi  dalla nuova Legge, i servizi scolastici per motivazioni di vetera impostazione ideologica e politica.

A questa riforma è particolarmente interessato il mondo della cooperazione sociale, che ad oggi gestisce circa il 75% dei servizi, rivolti prevalentemente agli anziani e ai disabili. “Non dobbiamo scendere in un dibattito ideologico tra pubblico e privato e nemmeno ridurre il tutto a una questione finanziaria – ribadisce Pasini –  la priorità, è un’altra;  indurre il sistema dei comuni a superare divisioni e localismi e darsi un ambito di gestione distrettuale sui servizi sociali e sanitari (e magari educativi) ottimizzando non solo la gestione in termini di risparmi, ma anche di efficacia.

"Efficacia – continua Pasini – significa, ad esempio, avere regolamenti distrettuali per l’accesso ai servizi, sportelli sociali veramente in rete, servizi di assistenza sociale condivisi ed estesi nell’intero territorio, ecc. ecc. Si tratta di costruire un sistema sociale complessivamente più forte, in grado di interfacciarsi con le strutture sanitarie e  i servizi delle “non ben definite ” Case della Salute. La vera integrazione tra sociale e sanitario nella nostra realtà territoriale organizzata in un unico distretto, da chi verrà attuata?  – insiste il consigliere UdC –   essendoci già operativi la CSST, il Comitato di Distretto e “alle porte” la nuova Unione dei Comuni, alla quale sarà affidata la gestione del sociale? Se non si procede a un riordino vero, reale, il sistema dei servizi si indebolirà sempre di più, finendo come già succede in modo molto significativo, in altre realtà dove si è costretti a chiudere i servizi".

"Come vado dicendo da tempo – conclude Pasini –  dobbiamo convincerci tutti  che il mondo è cambiato! Nulla è più come prima, dobbiamo attuare una vera riorganizzazione, pervenendo al contenimento dei costi amministrativi e dall’ottimizzazione degli strumenti di gestione, il tutto al fine di poter continuare ad erogare  questi servizi soprattutto alle persone più deboli. Ma ancora una volta la Regione si dimostra poco coraggiosa, e rinvia le questione aperte ai Comuni, che si devono assumere tutte le responsabilità”.

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