Servizio bibliotecario, Forlì & co: "Serve un percorso serio di riflessione e programmazione"

Attacca il gruppo consiliare di Forlì & co: "Ai consiglieri è stata presentata una proposta priva di qualsivoglia relazione di accompagnamento che illustrasse ciò che l’amministrazione vuole perseguire"

Lunedì è approdata in Consiglio comunale la proposta di aggiornamento del Regolamento della biblioteca e di definizione di una carta dei servizi. "L’approvazione di tali documenti - spiega il gruppo consiliare di Forlì & co - è sollecitata dalla normativa regionale vigente (Legge numero 18 del 2000 e delibera numero 309 del 2003), che fra le altre cose definisce i criteri e gli strumenti su cui fondare un servizio bibliotecario di qualità. Fra i fini attribuiti ai regolamenti e alle carte dei servizi vi è la disciplina delle funzioni, dell’organizzazione interna, dell’attività di programmazione, del complesso delle iniziative e dei servizi bibliotecari. Ne deriva che regolamenti e carte dei servizi non sono semplici documenti tecnico-burocratici, ma il frutto di un ragionamento preliminare di definizione degli obiettivi e di programmazione del servizio che si vuole offrire, da cui far discendere la definizione degli aspetti organizzativi.".

"Invece ai consiglieri è stata presentata una proposta priva di qualsivoglia relazione di accompagnamento che illustrasse ciò che l’amministrazione vuole perseguire, senza traccia alcuna che indichi una visione attenta alle modificazioni nel sistema di fruizione culturale odierno - attacca il gruppo dell'opposzione -. Eppure di cose su cui discutere ve ne sarebbero. A partire dalla vision del servizio  sino al necessario chiarimento su come si intenda organizzarlo concretamente in vista del suo imminente sdoppiamento con l'apertura della biblioteca di Pubblica lettura del Santarelli, che questa Amministrazione ha confermato di voler portare a termine.
 A questo proposito sarebbe interessante sapere che fine ha fatto lo studio commissionato dal Comune al Prof. Solimine, ordinario di biblioteconomia all’Università La Sapienza, in merito al trasferimento di alcune funzioni al Santarelli e la permanenza di altre al palazzo del Merenda, poi confluito in due progetti discussi in Consiglio comunale e ora caduti nel dimenticatoio. Come minimo sarebbe stato logico chiarire se l’Amministrazione intenda rifarsi a questi documenti per pianificare la nuova offerta dei servizi o invece si siano scelti altri indirizzi".

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"Da ultimo ci si sarebbe aspettati una riflessione in merito alle precise indicazioni rispetto alla quantità di personale specializzato, volumi moderni e contemporanei e nuove acquisizioni annuali in rapporto alla popolazione che la normativa regionale prescrive ai fini di assicurare un servizio bibliotecario di qualità - viene aggiunto -. A che punto siamo a Forlì? Quali numeri e dotazioni sono state raggiunte?  Sono previsti fondi a bilancio e investimenti per implementare e qualificare il servizio?. Durante il dibattito abbiamo esposto queste riflessioni e chiesto all’assessore presente in aula di fornire almeno qualche chiarimento o di impegnarsi ad aprire un confronto sugli aspetti sollevati, ricevendone indietro uno sconcertante silenzio.
 Così ci siamo trovati nella bizzarra situazione di votare su un regolamento e una carta dei servizi per un sistema bibliotecario che non si capisce come si voglia costruire e per perseguire quali fini, senza nemmeno sapere se quello presentatoci è un regolamento che l’amministrazione ritiene buono per qualunque luogo e qualunque biblioteca, senza alcuna connessione con una progettualità che vada oltre l'adempimento burocratico delle previsioni di legge, oppure se al fondo il problema sia che la Giunta non sa quale sistema costruire.
In entrambi i casi una prospettiva del tutto insoddisfacente e inadeguata per la nostra città e il suo importante patrimonio librario e bibliotecario. Se inevitabile è stato il nostro voto contrario in aula, le questioni poste rimangono tutte sul tavolo, irrisolte e senza risposta. Perciò continueremo a batterci perché si apra un percorso serio di riflessione e programmazione per lo sviluppo di un servizio culturale vitale per la nostra comunità, e assicuriamo che in tal caso non mancherà la nostra collaborazione".


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