Sindaco presente alla "messa dei bambini mai nati", continua la polemica

"Nel Paese, si sa, è in atto un tentativo di rivedere alcune conquiste fondamentali del nostro stato laico: dal divorzio all’aborto fino al faticosissimo iter parlamentare della legge sull’omotransfobia"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Leggiamo la risposta del Sindaco Zattini al “question time” dell'opposizione sulla sua partecipazione alla messa per i “bambini non nati” : "Mai avrei creduto di dovermi giustificare per essere andato a messa, ho partecipato senza fascia a titolo esclusivamente personale". La dichiarazione del Sindaco Zattini ci pare una presa in giro ai cittadini forlivesi. La partecipazione alla messa per i “bambini non nati” era a titolo personale? Ma andiamo! Il fatto che non abbia messo la fascia è (forse) per un residuo di dignità, ma nessuno crede alle sue parole, visto che aveva annunciato alla stampa, da quanto letto, la sua partecipazione. E se la notizia non era rispondente al vero, perché non l'ha smentita? E di fronte alla presa di posizione contro questa sua decisione,  di 22 associazioni forlivesi, tra cui CGIL, ANPI, e UDI perché è stato silente? A pensar male si fa peccato, ma forse la mancanza della fascia, sfoggiata altre volte in chiesa, c'era il prepararsi a una scusa, di fronte a una presa di posizione forte del mondo laico? 

Nel Paese, si sa, è in atto un tentativo di rivedere alcune conquiste fondamentali del nostro stato laico: dal divorzio all’aborto fino al faticosissimo iter parlamentare della legge sull’omotransfobia. Il fatto che il Sindaco tenti  di far passare la sua partecipazione a quella messa come un fatto di natura “personale” è la dimostrazione ulteriore – se mai ce ne fosse bisogno – del fatto che la destra è pavida e inconsistente, e che non ha nemmeno il coraggio delle proprie azioni. Ci dica il  Sindaco, una volta per tutte, se appartiene a quella schiera di persone che fingevano di non vedere  gli aborti clandestini e l'emarginazione delle donne, e che oggi vogliono impedire soluzioni che rendano l'interruzione di gravidanza meno invasiva, come l'uso della pillola RU486.

E ci dica, infine, se i diritti delle persone,  sono tali solo se asserviti ad un potere più inconsistente ma pesantemente presente, come quello della Chiesa. “Libera Chiesa in libero stato” diceva Cavour nel suo primo discorso al parlamento italiano, e ne’ l’una ne’ l’altro possono oggi dirsi tali. La Chiesa continua ad interferire con le cose della Stato (italiano, ovviamente) e continua ad esigere di essere ascoltata come se il suo potere temporale non fosse mai finito. E lo Stato, dal canto suo, non riesce ad affermare sempre e comunque qual principio di laicità che è (o dovrebbe essere il suo fondamento). Di fronte a ciò il Sindaco ci vuol far credere che era presente come un semplice cittadino e non come il rappresentante di una giunta a trazione leghista, il cui amato “cheerleader” (cit.: The Economist)  bacia vangeli e rosari, facendo poi il contrario dei precetti di cui si dice rappresentante. Su, siamo seri.PS approfittiamo per trasmettere al Sindaco forlivese e ai suoi colleghi emiliano romagnoli la nostra solidarietà per le becere minacce ricevute.

Marco Dori e Lodovico Zanetti - Tutto a sinistra e La sottile linea rossa

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