Sistema Romagna, Casadei (PD): "Il tempo è ora"

La discussione, che da alcuni anni si ripropone periodicamente sulla necessità di dare una forma amministrativa unica alla Romagna, ha subito in questi giorni una brusca accelerazione

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

La discussione, che da alcuni anni si ripropone periodicamente sulla necessità di dare una forma amministrativa unica alla Romagna, ha subito in questi giorni una brusca accelerazione a causa dei nuovi criteri previsti dal provvedimento di spending-review del Governo Monti che, ad oggi, comporterebbe la soppressione di tutte e tre le province romagnole. In questo contesto torna più che mai attuale la proposta, avanzata dal Sindaco di Forlì Roberto Balzani, di costituire la Provincia Unica di Romagna, azione che può essere attuata senza modifiche costituzionali ma come fusione di organismi esistenti.

E’ tempo ormai di superare atteggiamenti e posizioni basate su campanilismi e localismi anacronistici in una fase storica in cui qualsiasi problema che riguardi l’amministrazione pubblica non può più essere affrontato attraverso gli schemi consolidati. Se quando si tratta di sanità, infrastrutture e trasporti, sviluppo economico la necessità di un approccio più ampio è ormai un dato di fatto, è importante sottolineare che anche nei campi della cultura, del turismo, della formazione e dei saperi progettare in un’ottica di sistema romagnolo può essere la via più appropriata per una nuova e più efficace organizzazione del nostro territorio.

In un momento di grave crisi economica, la riorganizzazione e la razionalizzazione dei servizi è sicuramente una priorità per ridurre costi e sprechi, ma non si tratta solo di una questione di bilanci. Riuscire a costruire una reale ed efficace rete integrata tra i territori, unificando i centri decisionali, consentirebbe di superare inevitabili conflitti tra i vari livelli istituzionali, in cui talvolta prevalgono le  rivendicazioni delle singole realtà, facendo perdere di vista quello che dovrebbe essere l’obiettivo primario: offrire ai cittadini servizi efficienti, efficaci e di qualità e, al contempo, valorizzare il patrimonio, le risorse e le competenze della comunità romagnola.

Il progetto della Provincia unica di Romagna, che sta raccogliendo ogni giorno nuovi sostenitori tra rappresentanti, politici, economici, istituzionali, può essere un vero e proprio banco di prova e di sperimentazione per misurare la nostra capacità di “fare sistema” (come suggerisce l’Europa) per affrontare con successo le rapide trasformazioni dell’economia e della società.

La Provincia unica consentirebbe di rafforzare il ruolo della Romagna in ambito regionale e una maggiore coesione e collaborazione non potrebbe che portare vantaggi a tutti..
Tanti sono i progetti in corso che stanno già lavorando con questa prospettiva: dal comitato per Ravenna (e la Romagna) come capitale europea della cultura nel 2019, alla riorganizzazione multi-campus dell’Alma Mater, alla promozione turistica (si pensi alla Visit Card romagnola e al progetto URCA), all’azienda di trasporti START (su cui però occorre uno scatto in avanti).

Bisogna proseguire su questa strada dando nell'immediato concretezza all'ipotesi già in discussione da tempo per quanto riguarda l’unificazione delle unità sanitarie locali, che potrebbe essere un primo passo da muovere nell'immediato. Bisogna fare presto, poichè in politica il tempismo fa la differenza: ben venga quindi la proposta degli Stati generali della Romagna avanzata dal Sindaco Balzani che riunisca le realtà istituzionali, politiche, economiche, sociali, civili e culturali dei territori interessate a lavorare fin da subito ad un progetto innovativo e lungimirante che al di là delle urgenze economiche e finanziarie consentirebbe alle istituzioni alla politica anche di riconquistare credibilità e fiducia presso i cittadini che si sentono troppo spesso emarginati e penalizzati a scapito degli interessi del “palazzo” e di ricucire un tessuto sociale che ha bisogno di nuove prospettive. Il tempo è ora.
 

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