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Il Siulp incontra il sottosegretario Bocci: "La sicurezza è un investimento, non un costo"

"Per ora - si legge nella lettera consegnata da Galeotti a Bocci - non abbiamo ritenuto opportuno porre in essere eclatanti manifestazioni pubbliche di protesta"

Il segretario provinciale del Siulp, Roberto Galeotti, ha incontrato lunedì il sottosegretario del ministero dell'Interno Gianpiero Bocci durante la sua visita in Questura. Il Siulp ha ringraziato Bocci per la visita nella città mercuriale e il deputato Marco Di Maio "per la sensibilità e l’attenzione riservata agli appelli, in merito alle problematiche sul tema della sicurezza". "Per ora - si legge nella lettera consegnata da Galeotti a Bocci - non abbiamo ritenuto opportuno porre in essere eclatanti manifestazioni pubbliche di protesta, convinti di un impegno serio della politica verso la risoluzione dei problemi a seguito “allarme sicurezza” in provincia, potrà dare dei risultati concreti".

Il sindacato sottolinea che "la sicurezza dei cittadini non deve essere vista come un costo per la società, ma un investimento. Se da una parte la crisi economica ha imposto minori risorse che hanno colpito drasticamente anche le forze dell’ordine, dall’altra parte, paradossalmente, le mutate condizioni geopolitiche italiane hanno portato, anche nella provincia di Forlì Cesena, a un aumento esponenziale di risposte in termini di sicurezza (gestione dei flussi migratori, garantire l’Ordine Pubblico, solo per ricordare i più importanti a cui la Polizia di Stato è preposta e responsabile), le quali ormai non possono essere più garantite totalmente a causa di scellerati tagli lineari che hanno messo letteralmente “in ginocchio” il comparto".

Il Siulp cita ad esempio lo sblocco del turn over: "la mancata sostituzione del personale in quiescenza, ha ridotto drasticamente il numero dei poliziotti in provincia, alzando l’età media a quasi 50 anni e rendendo, loro malgrado, quasi “eroici” gli operatori della sicurezza. Basti pensare che nella giornata di domenica, tre agenti della Volante (età media 47 anni) hanno rischiato di avere la peggio durante le fasi di un arresto. E’ quindi prioritario assegnare nuovi agenti in provincia, per sopperire agli organici talmente ridotti al punto che sempre più spesso, per sopperire a servizi d’istituto, emergenti o agli ordini pubblici, si chiudono gli uffici aperti al pubblico, creando disservizi ai cittadini. Da non sottovalutare l’ulteriore problema delle continue aggregazioni sul territorio nazionale (anche a migliaia di chilometri) e la prossima apertura del Posto di Polizia estivo di Cesenatico, che esponenzialmente aggravano i sacrifici dei poliziotti della provincia di Forlì Cesena".

Il Siulp sottolinea il problema degli "uffici di Polizia fatiscenti. Lavorare in questi ambienti, (la Questura di Forlì Cesena è il caso più imbarazzante, ma gli altri Uffici non se la passano meglio) ai limiti della idoneità, come Lei avrà avuto modo di verificare, è indecoroso e i servitori dello Stato non meritano tutto questo. La normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro non prevede deroghe; serve concretezza, quindi investimenti a lungo termine per ottimizzare le risorse umane a disposizione (costruire una nuova sede, magari comune con la Polizia Stradale) al fine di fornire servizi più efficaci alla comunità e creare ambienti di lavoro più salubri. Nei prossimi giorni, sono previsti importanti lavori di ristrutturazione in Questura, che non risolveranno i disagi del personale; anzi, per un periodo di tempo non preventivabile, molti uffici saranno chiusi aumentando i disservizi. Caso increscioso anche presso il Commissariato di Cesena, dove il Ministero paga un “salatissimo” affitto per due palazzine non adeguate per le attività di Polizia o l’accesso per il pubblico. Con un piccolo investimento (che sarebbe ripagato nel breve periodo) si potrebbe trasferire il Commissariato di Cesena in una parte del Centro Addestramento Polizia di Stato. Non riusciamo a capire per quale motivo, anche in questo caso, i progetti arrivano al Ministero e si “arenano”… facendo aumentare lo sconforto dei poliziotti di questa provincia! Tra l’altro, sempre più spesso, i poliziotti si “armano” di scopa e panno per pulirsi l’ufficio, dato che i “tagli” sono stati impietosi anche per quanto riguarda le pulizie nei luoghi di lavoro.
Mancanza di mezzi e strumenti. Nell’era della tecnologia, nella provincia di Forlì Cesena, la Polizia di Stato durante il servizio è costretta ad utilizzare, in particolar modo i reparti della Stradale, autoveicoli logori ed obsoleti (immatricolati ormai 20 anni or sono) che non sarebbero più idonei per i servizi di polizia ma che continuavo ad essere utilizzati h/24 per la vigilanza stradale".

"A nulla sono servite le continue sollecitazioni negli Uffici preposti del Dipartimento per richiedere nuove assegnazioni di auto per fare le pattuglie. In merito alle “divise”, la situazione è ancor più deficitaria - viene riportato nella lettera -. La nuova divisa operativa è stata consegnata solo al personale delle Volanti in servizio presso la Questura, mentre il restante personale (in particolar modo quello del Controllo del Territorio del Commissariato), a distanza di un anno e nonostante le rassicurazioni, ancora non sa quando potrà utilizzare finalmente una divisa al passo con i tempi. La cosa gravissima è che, per tutto il restante personale che indossa l’uniforme tradizionale, nella maggior parte dei casi le richieste di sostituzione dei capi di vestiario rimangono inevase in quanto il magazzino viene approvvigionato (sempre dagli Uffici Dipartimentali) con pochissimo materiale, ma soprattutto con “fuori taglie”".

"Questo comporta che il dipendente si debba sobbarcare il costo di riparazioni o, ancor peggio, indossare capi a dir poco usurati (senza pensare al paradosso: c’è chi si compra al libero mercato i capi della divisa, inaccettabile) - viene evidenziato -. Da mesi i poliziotti non possono più addestrarsi in poligono per mancanza delle cartucce, in violazione di quanto previsto dalle normative vigenti; i pochi caschi Uboot disponibili sono in pessime condizioni d’uso in quanto datati e all’interno degli stessi è presente una calotta protettiva ormai in continua decomposizione che rilascia piccole particelle che rimangono sul cuoio capelluto. Per un certo periodo, in alcuni Uffici erano stati ritirati i giubbotti anti-proiettili. Nonostante gli interventi nel Dipartimento della Polizia di Stato, per segnalare le varie anomalie, anche da parte di questa organizzazione sindacale, la percezione è che non si riesca mai a capire chi possa essere il responsabile delle varie difformità che emergono".

Il Siulp sottolinea infine la necessità di "un munizionamento più adeguato (nei casi di un conflitto a fuoco) e strumenti più moderni per evitare quel “contatto” (con facinorosi, esagitati, psichiatrici) che servirebbe invece ad “alcuno” per mettere sul banco degli imputati il poliziotto di turno; bisogna quindi fare presto e dotare subito gli operatori di spray, teaser e fascette di velcro, oltre a telecamere sulle auto di servizio".

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