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"Sono un disabile internato", la lettera che non lascia indifferenti. Portolani: "Le strutture si attivino per le stanze degli abbracci"

Marinella Portolani si è battuta affinchè case di riposo o case di ospitalità realizzassero aree dove gli ospiti possano ricevere il calore dei parenti in tutta sicurezza

"Io sono un disabile “internato”, cioè da quando c’è l’emergenza Covid19 io come tanti altri siamo chiusi nei residenziali". Non ha lasciato indifferenti la lettera di Davide Bandini, uno dei soci dell'Associazione Famiglie Ragazzi Senza Voce, che si occupa di disabili in gravi condizioni. Una missiva che mette in luce il disagio di chi sta facendo i conti con un'emergenza che li priva tra l'altro degli affetti dei familiari ("per mesi siamo stati senza visite, solo con videochiamate e telefonate").

Parole che hanno toccato il cuore di tanti lettori e che non ha lasciato indifferente anche il consigliere comunale di Fratelli d'Italia, Marinella Portolani, che si è battuta affinchè case di riposo o di ospitalità realizzassero aree dove gli ospiti possano ricevere il calore dei parenti in tutta sicurezza. “L'amministrazione comunale - ricorda Portolani - ha recepito l'indirizzo della Regione dopo che mi sono fatta portavoce delle problematiche dei disabili e degli anziani nelle strutture attraverso un question time presentato in Consiglio comunale, ricordando l'indirizzo della Regione anch'essa sensibile al disagio dei piu deboli chiusi nelle strutture".

"Attraverso il question time - ripercorre il consigliere comunale di Fratelli d'Italia - ho attivato e sensibilizzato l'assessore al Welfare Rosaria Tassinari e il sindaco Gian Luca Zattini. Subito è stata informata l'Ausl e coinvolte le strutture del territorio attraverso una call”. Il progetto della “stanza degli abbracci” si è quindi concretizzato nel giro di poche settimane. "Gli artigiani del territorio - rimarca Portolani - hanno già realizzato un protitipo dell'area che potrà ospitare gli incontro e che si può adattare ad ogni situazione anche di spazi".

"Ha un costo tutto sommato esiguo ed è realizzabile in poco tempo - prosegue l'esponente di Fratelli d'Italia -. Queste stanze degli abbracci ovviamente sono carico delle strutture, ma c'è anche chi si è offerto per regalarle". Quindi un appello diretto proprio alle strutture: “Bisogna che si attivino e recepiscano l'indirizzo della Regione e l'invito dell amministrazione, così da poter regalare un Natale diverso e non lontani dagli affetti". C'è anche un desiderio di “evadere”, di ritrovare quella libertà che il covid-19 ha privato. Ma non è ancora il momento: "Per quanto riguarda le uscite occorre aspettare i tamponi veloci", sottolinea Portolani.

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