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Spazi tv a pagamento, Casadei (Pd) replica: "Tutto regolare"

Thomas Casadei affida a Facebook la propria replica alle accuse mosse nei suoi confronti sugli spazi nelle tv locali acquistati con fondi della Regione. "Su queste questioni serve la massima chiarezza possibile"

Thomas Casadei affida a Facebook la propria replica alle accuse mosse nei suoi confronti sugli spazi nelle tv locali acquistati con fondi della Regione. Una nota attraverso la quale il consigliere regionale cerca di chiarire le polemiche e spiegare la propria versione dei fatti. Con la convinzione che, scrive il consigliere regionale, "su queste questioni sia importante agire nella massima chiarezza possibile, nel rispetto dei ruoli e dei compiti a cui ognuno è preposto, da quello politico-istituzionale a quello informativo".

Casadei vuole quindi "precisare quali sono i criteri che orientano scelte e comportamenti dei consiglieri e dei gruppi assembleari, per ragioni di trasparenza e di chiarezza verso i cittadini, i lettori e i telespettatori", anche dopo la 'bachettata' infertagli dal capogruppo del PD in Regione, Marco Monari, il quale aveva annunciato che se venisse confermata la notizia, Casadei sarà chiamato a restituire il denaro speso.

INTENTO INFORMATIVO - "Una modalità è quella di veicolare il proprio messaggio politico e istituzionale - spiega il consigliere regionale -, con specifico riferimento a provvedimenti, progetti e proposte, mediante forme strutturate, con titoli, contenuti e format mirati, entro campagne istituzionali e d’informazione tramite i vari mezzi di comunicazione (giornali, radio, televisioni, social network). In questo caso è chiaro lo specifico intento di servizio ai cittadini su ciò che viene realizzato o sui problemi aperti, con riferimenti espliciti al partito di appartenenza e alle finalità della comunicazione, con procedure regolamentate con appositi contratti e attingendo ai fondi che la Regione mette a disposizione delle «attività di comunicazione» dei diversi gruppi".

IL 'SUO' CASO - Poi viene al proprio caso specifico, spiegando che come consigliere regionale del PD "ho preso parte ad un contenitore progettato e mirato a queste funzioni, 'La mia Regione', ove contenuti e informazioni sono legati alle campagne istituzionali e di informazione promosse dal Gruppo PD, e questo è avvenuto, di volta in volta, su singoli temi specifici, con l’ausilio di apposita documentazione, e con il richiamo al simbolo del partito".

MAGGIOR TRASPARENZA - Tra le critiche, però, il fatto che non fosse chiara la natura 'commerciale' di quelle trasmissioni: "Rilevante è sempre la possibilità di distinguere il tipo di messaggio che viene veicolato - afferma Casadei -. Azioni e forme che rafforzino questo approccio, a partire dalle modalità di operare delle singole emittenti televisive, hanno certamente il nostro sostegno".

COMPARSATE A PAGAMENTO - Secondo la ricostruzione de "Il Fatto Quotidiano", i consiglieri che pagano per queste trasmissioni poi pagherebbero anche per essere invitati a trasmissioni e dibattiti sull'attulità, in qualità di ospiti. "Che a questa attività si accompagnino saltuariamente, per i singoli consiglieri, presenze a invito in singole puntate di trasmissioni generaliste o legate alla cronaca quotidiana - fa notare Casadei - rientra nella normale modalità di confronto e informazione politica. Per quel che ci riguarda ciò deve avvenire, e avviene, senza alcun pagamento da parte dei consiglieri. E così è sempre stato per quel che mi riguarda".


Del resto, sostiene il consigliere regionale forlivese, "singole interviste a pagamento in trasmissioni televisive generaliste, che non distinguono il momento dell’informazione da quello più propriamente di propaganda, rischiano di configurare una pratica non appropriata e che presenta elementi di non chiarezza per i telespettatori".

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