Strage di Bologna, Gabriele Zelli: "Il mio ricordo quando arrivai sul posto"

"Partecipare alla commemorazione della strage del 2 agosto a Bologna è per me un impegno civile e nel contempo un obbligo morale che continua da 36 anni"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Partecipare alla commemorazione della strage del 2 agosto a Bologna è per me un impegno civile e nel contempo un obbligo morale che continua da 36 anni. Arrivai sul luogo dell'attentato nel primo pomeriggio di quella tragica giornata quando ancora il giornalista Bruno Vespa affacciato alla finestra di un albergo posto di fronte alla stazione ferroviaria, in diretta televisiva sul primo canale Rai, sosteneva che era saltata la caldaia dell'edificio mentre da sotto diversi cittadini gli urlavano che smettesse di dire stupidaggini in quanto il locale caldaie era da tutt'altra parte e lo scoppio, che aveva mietuto decine di vittime (85) e centinaia di feriti (oltre duecento), era da attribuire a un attentato terroristico. Solo verso le 23.00, quando i soccorritori delle forze dell'ordine, dell'esercito e i numerosi volontari finirono di asportare i detriti dell'edificio semidistrutto, fu individuato il cratere provocato dall'ordigno e la verità fu sotto agli occhi di tutti. Da quel momento in poi, come da allora è stato sempre denunciato dal presidente dell'Associazione delle Vittime, iniziò un'operazione di depistaggio che solo valenti giudici hanno saputo smascherare per arrivare a condanne nei confronti degli esecutori della strage senza però individuare ancora i mandanti.

Quest'anno la manifestazione del 2 agosto ha registrato due importanti novità che hanno fatto sì che la giornata assumesse grande importanza; da una parte l'annuncio dell'approvazione della legge che istituisce il reato di depistaggio, coronando una battaglia intrapresa dall'Associazione delle Vittime oltre vent'anni fa, e dall'altra la partecipazione di una rappresentanza della Comunità islamica, come forte segnale di condanna degli atti terroristici di questi ultimi tempi. La presenza di una quindicina di islamici, tra loro quattro donne, è stata salutata dagli applausi dei bolognesi mentre il corteo transitava lungo via Indipendenza, e comunque apprezzata da tutti. La delegazione islamica ha partecipato anche alla funzione religiosa officiata dall'arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, il quale ha avuto modo di dire che la loro presenza era "motivo di speranza per tutti per continuare a disarmare le mani dei violenti, per dissociarsi da qualunque legame o complicità con le mani dei violenti", perché come ha ribadito il coordinatore della Comunità islamica di Bologna: "Il terrorismo colpisce tutti quanti e non può trovare giustificazione in nessuna religione".

Al termine della manifestazione la delegazione forlivese presente a Bologna che comprendeva il sindaco Davide Drei e, in rappresentanza della Provincia di Forlì-Cesena, Gabriele Zelli, sindaco di Dovadola e Consigliere provinciale delegato, accompagnati dai rispettivi gonfaloni e dal sindaco di Castrocaro Terme e Terra del Sole, Luigi Pieraccini, hanno reso omaggio al concittadino Silver Sirotti, Medaglia d'oro al Valor Civile, che morì nell'attentato del treno Italicus del 4 agosto 1974. Erano presenti i familiari di Silver, in particolare il fratello Franco che, molto emozionato, ha partecipato successivamente alla cerimonia di intitolazione a Silver Sirotti della sala d'aspetto della stazione ferroviaria di San Benedetto Val di Sambro; stazione posta a pochi chilometri dal punto dove avvenne l'attentato al treno Italicus e dove Silver, ferroviere in servizio come controllore, trovò la morte nel nobile tentativo di salvare i passeggeri coinvolti dallo scoppio della bomba posizionata dai terroristi.

Gabriele Zelli

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