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Striscione di Gioventù Nazionale: "Rendiamo la maternità surrogata reato universale"

Spiega il gesto il portavoce Alessandro Vitali: "E' doveroso prendere una posizione netta e chiara circa un tema sensibile come quello della maternità surrogata"

"Utero in affitto: reato universale". E' lo striscione esposto nella notte tra giovedì e venerdì in corrispondenza della Rotonda Santa Chiara, tra viale Vittorio Veneto e via Pelacano, dai militanti di Gioventù Nazionale. Spiega il gesto il portavoce Alessandro Vitali: "E' doveroso prendere una posizione netta e chiara circa un tema sensibile come quello della maternità surrogata, argomento di discussione in questi gironi in Commissione Giustizia alla Camera su proposta di legge di Fratelli d’Italia per rendere l’utero in affitto un reato universale. Un mercato globale, quello della maternità surrogata, che ha un valore annuo di circa 3 miliardi di euro, e dietro cui si nascondono spesso tragedie umane, morti, abbandoni, condizioni di vita devastanti che spingono donne disperate ad accettare di affittare il proprio corpo, ridotto ad una mera incubatrice naturale".

"Più ci si sposta nei Paesi poveri ed in via di sviluppo - prosegue Vitali - meno le donne guadagnano per la gestazione. Si tratta di donne disperate, che accettano un contratto legale per cui sono costrette alla fine delle quaranta settimane a cedere il figlio, solo se sano, ai genitori acquirenti. Nel caso in cui invece il bambino avesse problemi di handicap, sono obbligate a scegliere tra l’aborto o il mantenere il neonato, senza ricevere il compenso pattuito con i genitori acquirenti. In particolare, l’Oriente presenta vantaggi economici importanti per la pratica della maternità surrogata, dato che le madri surroganti non hanno copertura sanitaria e rischiano persino la vita".

"È quindi importante portare all’attenzione pubblica - conclude Vitali - il tema dell’utero in affitto, sostenuto dalla sinistra liberista ed ipocrita, colpevole di giustificare una vera e propria barbarie, una forma moderna di schiavismo e di mercificazione del corpo femminile. Nostro compito denunciare tale morale, etica e sociale con tutti i canali che abbiamo a disposizione, partendo proprio da questa iniziativa per scuotere le coscienze dei cittadini".
 

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