“Su Sapro voci inascoltate”

Negli anni in cui ho svolto funzioni di consigliere comunale nel Comune di Forlì mi è capitato molte volte di sollevare questioni su problemi inerenti l’ attività svolta da aziende che vedevano la partecipazione del Municipio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Negli anni in cui ho svolto funzioni di consigliere comunale nel Comune di Forlì mi è capitato molte volte di sollevare questioni su problemi inerenti l’ attività svolta da aziende che vedevano la partecipazione del Municipio
forlivese. Prediche nel deserto, inascoltato per ragioni che in quel momento erano difficili da comprendersi. L’evolversi della situazione ha poi chiarito quali fossero quelle ragioni. In particolare ricordo i dibattiti, gli approfondimenti, le audizioni che si fecero sull’attività svolta dall’azienda Sapro. Oggi mi sento in qualche modo tirato in ballo, perchè la politica e il Consiglio Comunale non sono mai intervenuti chiedendo chiarimenti in merito all’ attività svolta da codesta società? E’ la domanda che molti si faranno in questi giorni. Io non voglio essere fra coloro, non lo sono stato in passato, che non assumendosi  le proprie  responsabilità non vogliono ricordare il contenuto di
quei dibattiti e di quegli approfondimenti. E’ infatti vero che nel corso del mandato amministrativo 2004/2009 in occasioni di Consigli Com.li e di audizioni in Commissioni Consiliari, alla presenza di dirigenti Sapro si sono svolte discussioni nel merito dell’attività di Sapro. Ricordo di aver chiesto personalmente le ragioni per le quali Sapro usciva dalla mission per la quale era nata, chiedevo per quali ragioni si facessero interventi di edilizia residenziale, chiedevo se fossero compatibili alcune attività private dei dirigenti Sapro con quelle della società da loro
amministrata. Le risposte? Le più vaghe, non mi hanno mai chiarito per quali ragioni ciò avvenisse e soprattutto mi facevano sorgere dubbi che queste fossero opportune. Naturalmente essendo il sottoscritto in posizione di minoranza il tutto finiva nel dimenticatoio quando non addirittura nelle ragioni di una politica strumentale di opposizione. Ora a me non spetta di giudicare nessuno, voglio solo con questa mia nota far riapparire la politica con la p maiuscola, quella del bene comune, degli interessi generali per consentire ai cittadini di capire che non va gettato discredito su tutta la politica ma che esiste ed è sempre esistito che vi fosse anche chi riconduceva il proprio impegno a quei valori di onestà e di impegno civile-sociale. Questo comunicato che invio alla stampa e per conoscenza al Comune di Forlì vuole essere implicitamente l’autorizzazione agli organi di stampa perché chiedano, se lo riterranno, le trascrizioni di quelle sedute comunali a cui facevo riferimento e al Comune come esplicito consenso al loro rilascio.

Per il Circolo Civico L’altra Forlì
Lauro Biondi

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