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Domenica, 21 Aprile 2024
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Il super-dirigente Ausl da 730mila euro finisce in un'interrogazione parlamentare: "Il ministro verifichi la legittimità"

Il caso finisce ora sulla scrivania del ministro della Salute Orazio Schillaci. A depositare un'interrogazione parlamentare in merito è stata Alice Buonguerrieri

Dopo la polemica politica per la spesa di 730mila euro in 5 anni per la nomina dell'ex direttore generale dell'Aifa Nicola Magrini alla guida dell'unità operativa “Qualità e governo clinico” dell'Ausl Romagna, il caso finisce ora sulla scrivania del ministro della Salute Orazio Schillaci. A depositare un'interrogazione parlamentare in merito è stata Alice Buonguerrieri, deputata cesenate di Fratelli d'Italia, che con il documento chiede di fare chiarezza sull'affidamento dell'incarico.

“Dagli approfondimenti di FdI, infatti, emerge a nostro giudizio il ricorso a una procedura straordinaria di conferimento di un incarico, non consentita dal decreto Balduzzi del 2012 per quel tipo di ruolo da ricoprire, dirigente di struttura complessa, una procedura per altro sconsigliata dall'Anac, l'Autorità nazionale anti corruzione, che più volte si è raccomandata di limitarne l'uso. Anche il contratto collettivo Area Sanità recepisce questa disposizione”: a presentare il documento sono stati, venerdì pomeriggio in conferenza stampa a Forlì la stessa parlamentare e coordinatrice provinciale di Fratelli d'Italia, assieme a Luca Bartolini, responsabile di Fratelli d'Italia per il comprensorio forlivese.

“In secondo luogo la procedura straordinaria adottata per il suo reclutamento ci risulta che debba essere motivata da particolare rilevanza del ruolo da ricoprire e dal suo interesse strategico. Requisiti che chiediamo, sempre con l'interrogazione parlamentare, di verificare, perché dalle nostre fonti, esperte in questo tipo di normativa, ci viene spiegato che l'incarico poteva essere lasciato vacante, come lo sono diversi altri equivalenti nell'Ausl Romagna, oppure affidato con un interim ad un dirigente interno, e nel frattempo avviare una procedura ordinaria di assunzione di personale di ruolo, come d'altra parte era la dirigente andata in pensione alla fine dell'anno che ricopriva questo incarico, pensionamento tra l'altro programmato e quindi una sostituzione ben gestibile con una procedura ordinaria”, viene aggiunto.

Ed infine, terzo affondo di Fratelli d'Italia, “nella nomina si fa riferimento ad un regolamento interno dell'Ausl Romagna, mai sottoposto a conferma della Regione, che a nostro parere va a derogare ad una legge nazionale proprio su questa materia, cosa non possibile dato che si tratta solo di un regolamento emanato dal direttore dell'Ausl. Per questo ci siamo anche attivati, come Fratelli d'Italia, per presentare un'interrogazione in Regione”, continuano. L'interrogazione è stata già depositata a firma della consigliera regionale Marta Evangelisti.

"Parliamo dell'incarico attribuito dal direttore generale Tiziano Carradori, uomo di fiducia del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, candidato alla segreteria del Pd - precisa Buonguerrieri - per un compenso annuo di 146.031,67 euro per cinque anni, con un impegno di spesa totale di  730.159,35 euro a carico dei cittadini”. E va più nel dettaglio: “Questo incarico è stato attribuito ricorrendo a una procedura straordinaria (art.15 septies del Dlgs 502/1992) non prevista per i dirigenti sanitari, dato che il dottor Magrini è un medico. Bonaccini, ormai proiettato alla politica nazionale e lontano dalle esigenze dei romagnoli, si permette di fare la pagella al Governo Meloni dando un 4 per i primi mesi di lavoro? Il governatore farebbe meglio a guardare nella sua Regione e controllare l'operato dei suoi uomini di fiducia”.

Magrini, nominato nel 2020 dall'allora ministro Roberto Speranza all'incarico di vertice dell'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) è stato sostituito con un nuovo incaricato dal nuovo ministro nelle settimane successive all'insediamento dell'attuale governo di centro-destra, per il meccanismo dello spoil-system, vale a dire l'avvicendamento di figure apicali di maggior fiducia negli apparati amministrativi nazionali.

“Vediamo un'Ausl Romagna tanto sensibile ai desiderata del Pd nazionale, mentre non lo è alle richieste di 15 sindaci su 15 di un comprensorio – aggiunge Luca Bartolini – Ci riferiamo ovviamente all'eliminazione della Mike42 di Meldola: la decisione di cancellare la seconda automedica presente sul territorio forlivese, senza ascoltare nessuno, nemmeno i 'propri' sindaci, rende bene l'idea che il presidente Bonaccini ha della sanità in Emilia-Romagna. E stona come abbia iniziato a rivendicare risorse per la sanità dal governo solo ora che a Palazzo Chigi c'è Giorgia Meloni, mentre prima con la sinistra nella stanza dei bottoni non si è mai sentita la sua voce”.

“Ma stona ancor di più che 730mila euro per l'assunzione di Magrini si trovano senza battere ciglio, mentre i fondi per ammodernare il pronto soccorso di Forlì non ci sono, così come viene soppressa un'automedica senza neanche dare ascolto ai territori”, aggiunge Bartolini. “L'Ausl Romagna doveva garantire minori costi di gestione e più servizi al territorio, invece qui vediamo il contrario”, aggiunge Buonguerrieri. “E' un carozzone quasi ministeriale, sordo all'ascolto del territorio e ma veloce nell'assumere dirigenti non strategici da altri territori”, aggiunge Bartolini. 

Il caso sarà ora affrontato dal ministro della Salute, con l'interrogazione depositata alla Camera dei Deputati. “Facciamo una richiesta volta alla verifica della legittimità: se è tutto regolare comunque meritava un approfondimento, ma se emergono dubbi sulla regolarità sono pronta a procedere con un esposto alla Corte dei Conti e alla Procura”, conclude Buonguerrieri.

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