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Tagli ai Patronati, sindacati all'attacco: "E' una norma anticostituzionale"

Il 15 novembre, nell’ambito della “Giornata della Tutela Individuale”, saranno allestiti a Forlì gazebo informativi sul ruolo e attività del Patronato e nelle piazze dei comuni del territorio nei rispettivi giorni di mercato

"I tagli alle risorse dei Patronati, messi nero su bianco nella legge di Stabilità, sono un attacco diretto contro i cittadini. Se venissero confermati, questi istituti, che difendono e promuovono i diritti previdenziali e socio-assistenziali, non potrebbero più garantire i servizi finora offerti, così come previsto dall’art. 38 della Costituzione". E' quanto affermano Cgil, Cisl e Uil in una nota.

"Il taglio di 150 milioni di euro al fondo patronati e la riduzione del 35% dell'aliquota previdenziale destinata ad alimentarlo non costituiscono un risparmio per nessuno - dichiarano i sindacati -. Lo 0,226% dei contributi sociali  versati da  circa  21  milioni  di  lavoratori oggi  assicura a  oltre  50  milioni  di  persone  la possibilità di usufruire dei servizi gratuiti dei patronati. I Patronati hanno supportato gli Enti previdenziali ed il ministero degli Interno nel processo della loro riorganizzazione che ha avuto come architrave la digitalizzazione dell'accesso alle prestazioni, facilitando la canalizzazione delle domande e garantendo la coesione sociale in un momento di forte lacerazione, dovuto alla crisi economica. Oggi il Sistema patronati gestisce il 90% delle istanze telematiche in un Paese in cui il tasso di alfabetizzazione informatica è tra i più bassi nei Paesi occidentali".

I sindacati ricordano"che il Fondo copre solo il 30% delle prestazioni che i Patronati forniscono, per il restante 70% non è previsto alcun finanziamento, pur permanendo l'obbligo della gratuità del servizi, così come previsto dalla legge 152/2001. Per svolgere lo stesso lavoro, la Pubblica Amministrazione dovrebbe aprire e gestire circa 6.000 nuovi uffici permanenti e aumentare gli organici di oltre 5.000 persone. Il costo complessivo per la Pubblica Amministrazione (INPS, INAIL e Ministero dell’ Interno) sarebbe di 657 milioni di euro. Per contrastare questa misura che minerebbe seriamente la tenuta del sistema di welfare, i patronati d'Italia - Acli, Inas, Inca, Ital - avvieranno una mobilitazione sia a livello nazionale che locale, per sensibilizzare l'opinione pubblica e far comprendere al governo e al parlamento l'importanza di modificare immediatamente la proposta contenuta nella legge di stabilità".

"Dal 29 ottobre è partita la petizione "No ai tagli ai Patronati" che, se attuati, comporterebbero pesanti ricadute sulle persone più bisognose; la raccolta delle firme dei cittadini avviene in tutte le sedi dei patronati, nei luoghi di lavoro, nel territorio per chiedere al governo modifiche sostanziali della norma", aggiungono i sindacati. Cgil, Cisl e Uil hanno scritto ai Sindaci del territorio per informarli delle inevitabili conseguenze per i cittadini, invitandoli a prendere posizione in merito. A tale proposito sono stati contattati anche i locali Parlamentari, con cui è previsto un incontro per venerdì, per sensibilizzarli sul tema e chieder loro di intervenire direttamente per evitare l’approvazione del taglio ai Patronati.

Il 15 novembre, nell’ambito della “Giornata della Tutela Individuale”, saranno allestiti a Forlì gazebo informativi sul ruolo e attività del Patronato e nelle piazze dei comuni del territorio nei rispettivi giorni di mercato. E’ stata anche stata prevista la chiusura degli uffici dei Patronati Cepa (Inca-Cgil, Inas-Cisl, Ital-Uil e Acli) con manifestazione regionale a Bologna e presidio davanti alla Prefettura. La data ad oggi presumibile di tale iniziativa è lunedì 17 novembre e verrà definitivamente fissata nei prossimi giorni.

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