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Telefonia mobile, Bartolini (Pdl): "La corsa al ribasso sfavorisce gli enti pubblici"

Impianti di telefonia mobile: la corsa al ribasso dei canoni di locazione delle antenne rischia di ripercuotersi anche sui bilanci degli enti pubblici della provincia di Forlì-Cesena

Impianti di telefonia mobile: la corsa al ribasso dei canoni di locazione delle antenne rischia di ripercuotersi anche sui bilanci degli enti pubblici della provincia di Forlì-Cesena. Lo rileva il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) che, assieme al collega Galeazzo Bignami, ha presentato un'interrogazione in cui chiede alla giunta di verificare se “l'accettazione del ribasso dei canoni precedentemente concordati con i gestori telefonici sia corretta da parte degli enti pubblici".

Nell'ultimo periodo, secondo quanto spiegano i due consiglieri regionali, i maggiori gestori di telefonia mobile (Vodafone, Wind, Tim, H3g...) stanno inviando lettere per richiedere un ribasso dei canoni di locazione precedentemente accordati. "E questo succede sia nei confronti di privati che di enti pubblici", sottolinea Luca Bartolini.

"Nella nostra provincia le antenne telefoniche sono collocate negli spazi di proprietà di enti pubblici: Comuni, Provincia, case popolari di Acer, oppure nelle torri piezometriche di società come Romagna Acque. I gestori, nel periodo di maggiore espansione, si sono contesi i punti migliori a fior di quattrini (dai 10.000 a 50.000 euro annui ad antenna), sottoscrivendo contratti onerosi con corposi canoni annui a favore anche degli enti pubblici, risorse che, ovviamente, sono state registrate a bilancio".

"Da quando gli operatori, invece di farsi la guerra hanno iniziato a collaborare per abbassare le spese e aumentare la resa degli impianti, con la scusante della crisi economica (che non ci risulta abbia colpito i gestori di telefonia mobile)  hanno iniziato a chiedere di rivedere al ribasso i contratti già in essere: in media, a livello nazionale, si parla di una riduzione nell'ordine del 37 per cento. Ma le location di cui sono proprietari gli enti pubblici - evidenzia l'esponente del Pdl - sono spesso di grande importanza strategica e difficilmente, da parte dell'operatore, si sarebbe proceduto da parte dell'operatore a una dismissione dell'impianto. Quindi accettare una riduzione dell'affitto si potrebbe prefigurare come un danno per le casse degli enti pubblici coinvolti".

Nell'interrogazione si chiede alla Regione di fornire esattamente i dati sugli impianti di telefonia mobili presenti su immobili pubblici, di conoscere il canone medio percepito e di sapere, per ogni amministrazione o ente gestore, l’eventuale ribasso medio dei canoni di locazioni concordati con i gestori e, in tal caso, se non si ritenga sussistere un danno per le casse degli Enti pubblici coinvolti.

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