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Turismo, -57% di presenze a Castrocaro. Casa Civica invoca un "cambio di strategia"

Nella già drammatica paralisi generale del settore causata alla pandemia, i numeri del paese termale rispetto al 2019 segnano percentuali da fanalino di coda

Castrocaro Terme e Terra del Sole "maglia nera" del turismo nell'anno 2020: è il quadro che emerge dai dati turistici riguardanti la Provincia di Forlì-Cesena per l'anno appena trascorso. Nella già drammatica paralisi generale del settore causata alla pandemia, i numeri del paese termale rispetto al 2019 segnano percentuali da fanalino di coda: - 61% gli arrivi e -57,3% le presenze, al disotto della media provinciale (-36,4% e -43%). Numeri negativi anche per Bagno di Romagna (-38% e -43%) o Bertinoro (-50% e -44%). Un bilancio, secondo il gruppo di minoranza Casa Civica rappresentato dai consiglieri Daniele Vallicelli, Alessandro Ferrini e Rossella Tassinari, "dovrebbe indurre l'amministrazione Tonellato ad una profonda riflessione e a un cambio generale di strategia nel breve termine".

“Questo impressionante tracollo è il più grave dell'intera provincia e stride con gli annunci trionfalistici ai quali ci ha abituato la maggioranza uscente, prima e durante la crisi pandemica - spiegano gli esponenti politici locali -. La guida del paese sembra non rendersi conto del momento storico che stiamo attraversando e delle difficoltà immediate che gravano su tanti esercenti o piccole imprese. Ad oggi le risorse disponibili andrebbero investite tutte per far fronte alle maggiori urgenze: la tenuta sociale e la sopravvivenza delle categorie più colpite da una crisi economica drammatica. Diversamente corriamo il rischio di compromettere del tutto il tessuto locale indispensabile all'accoglienza turistica perché se chiuderanno gli ultimi alberghi, bar, ristoranti e negozi, risulterà poi improbabile qualsiasi prospettiva di agganciare l'eventuale fase di rilancio.”

A tal proposito i consiglieri di Casa Civica rinnovano le proposte da tempo avanzate: “Ridurre le ingenti spese pubblicitarie di fronte alla paralisi mondiale del mercato e attrezzarsi piuttosto per integrare i rimborsi nazionali alle attività più danneggiate dalle chiusure. Servirebbe poi maggior coinvolgimento delle associazioni e degli operatori locali nelle scelte politiche che in questa fase non possono essere autoreferenziali o comunicate a cose fatte fra pochi intimi. Inoltre, prendendo esempio dai comuni alpini, auspichiamo una mobilitazione istituzionale per sensibilizzare le massime autorità sulle condizioni del termalismo italiano che, pur essendo un'eccellenza nazionale, rischia di essere travolto definitivamente. I numeri, insomma, smentiscono efficacia e concretezza delle iniziative messe in campo dall'amministrazione Tonellato: di fronte a una simile emergenza meglio sarebbe programmare tutti insieme un percorso emergenziale finalizzato alla sopravvivenza dei destini turistici di Castrocaro Terme e Terra del Sole".

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