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Venerdì, 19 Agosto 2022
Politica

Sessant'anni di storia, chiude la Provincia di Forlì-Cesena: "C'è amarezza"

“Si chiude non solo la legislatura, ma sessant’anni della storia di questo ente", ha commentato il presidente del Consiglio Provinciale Daniele Zoffoli

Ultima seduta elettiva, quella di giovedì, per la Provincia di Forlì-Cesena. "E' stata una legislatura difficile - ha esordito il presidente Massimo Bulbi -. Abbiamo dovuto non solo lottare coi problemi dei cittadini, che sono aumentati con la crisi, ma lottare per dare dignità al nostro lavoro e ai nostri dipendenti". "L’amarezza c’è - ha concluso -. ma sentiamoci orgogliosi di aver fatto fino in fondo il nostro lavoro e di aver lavorato per gli obiettivi che ci siamo dati, vale a dire rendere il nostro territorio più coeso e dare soluzioni ai problemi dei cittadini”.

“Si chiude non solo la legislatura, ma sessant’anni della storia di questo ente - ha commentato il presidente del Consiglio Provinciale Daniele Zoffoli -. Sono stati sessant’anni di impegno democratico che hanno caratterizzato tutto ciò che è avvenuto all’interno delle nostre comunità. Siamo stati protagonisti di tante cose fatte bene. Come è noto, sono stato critico in passato con certe tesi. Se passa un certo pensiero rischia di diventare tutto inutile e anche la discussione può risultare un intralcio".

"Come è noto, inoltre, avrei voluto che la revisione delle Province fosse inserito in un quadro di revisione complessiva dell’assetto delle istituzioni. Non c’è stata la volontà, o più probabilmente la forza - ha proseguito Zoffoli -. Ma arrivati a questo punto è inutile guardarsi indietro. Il nostro impegno deve essere ora proteso ad accettare la nuova sfida con coraggio, ponendoci obiettivi ambiziosi, partendo dalle grandi professionalità del nostro ente. La Provincia non è un cimitero degli elefanti, ma quale cimitero se solo in questa fase di elezioni abbiamo prodotto tre sindaci".

Zoffoli ha ricordato infine "Vittorio Dall’Amore che ho avuto modo di conoscere e apprezzare, una persona che cercava di farci capire che la verità è qualcosa di più complesso, che non è in esclusiva ad una parte politica o dell’altra. Personalmente ho imparato di stimare tante persone, al di là dell’appartenenza. Prima di essere politici siamo persone" Quindi una battuta: "L’ultimo che esce si ricordi di chiudere la porta”.

 

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