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Un'alleanza per i beni comuni: a Forlì il progetto degli ecologisti

Sabato scorso alla sala San Francesco, con Domenico Finiguerra, Michele Dotti e il sindaco di Forlì Roberto Balzani, sindaco di Forlì, si è delineato il percorso di un futuro possibile

Sabato scorso alla sala San Francesco, con Domenico Finiguerra, Michele Dotti e il sindaco di Forlì Roberto Balzani, sindaco di Forlì, si è delineato il percorso di un futuro possibile. Territorio, beni comuni, solidarietà, paesaggio come elementi fondanti di una nuova socialità e di un nuovo inizio. A fine incontro Balzani ha aggiunto la sua firma all' appello "Un'alleanza per i beni comuni", proposto dagli ecologisti. Un percorso difficile, lungo e tenuto fino ad oggi lontano dalle ribalte dei media a grande diffusione, che si regge sui contatti della rete, nel web e delle centinaia di associazioni che nei territori difendono i beni comuni.

Questo il testo dell’appello di cui il primo firmatario è Finiguerra, già sindaco di Cassinetta di Lugagnano, in provincia di Milano, ora portavoce nazionale degli ecologisti e civici: " Rivolgiamo questo appello alle centinaia di amministratori locali, alle personalità, alle forze sane e alle realtà civiche e ambientaliste, alle cittadine e ai cittadini che da troppo tempo manifestano l’urgenza di agire per cambiare questo paese, ma che non riescono a trovare una sintesi politica e dare vita ad un unico progetto con ambizioni di governo, che sappia essere realmente attrattivo e credibile per gli elettori. Le prossime elezioni, probabilmente, vedranno una contesa tra poli costruiti e strutturati attorno alla cosiddetta Agenda Monti. Qualcuno persegue in maniera molto chiara il Monti Bis, altri si definiscono alternativi ma sono in realtà portatori delle stesse ricette, ormai provate e riprovate, che non possono essere la soluzione alla crisi economica, ambientale e morale del paese. Ma esiste lo spazio per un’alternativa? Noi siamo convinti che esista e questo è il momento di costruirla.

Un’alternativa che sappia indicare una nuova strada verso la riconversione ecologica dell’economia, che trovi in essa nuove opportunità di lavoro, abbandonando il vigente e dominante modello di sviluppo che sta privatizzando i beni comuni e annullando i diritti delle persone, compresi quelli sanciti dalla Costituzione;
- che sappia essere un vero attrattore ed incarnare le aspettative della miriade di movimenti locali, ambientalisti e solidali che animano e difendono i territori e che promuovono la cultura della pace e della convivenza civile;
- che voglia riprendere e rilanciare la vittoria referendaria del 2011 chiedendo il rispetto del voto dei 27.637.943 di italiani che hanno detto SI all’Acqua Pubblica e No al Nucleare e
- che sia protagonista anche della prossima sfida referendaria sul lavoro;
- che sappia raccogliere le migliori esperienze e le più avanzate pratiche svolte da amministratori locali e da liste civiche locali esaltando l’autogoverno locale e dimostrando in concreto e sul campo che può esistere un modo alternativo di gestire il territorio, i rifiuti, l’energia, di accompagnare le comunità;
- che voglia mettere la politica al di sopra della finanza e del mercato, contrastando veramente la precarietà, restituendo dignità e centralità al lavoro;
- che si collochi chiaramente a favore della scuola e università pubblica, dell’investimento a sostegno della formazione, della ricerca e dell’innovazione;
- che tuteli il diritto alla salute di tutti i cittadini e che difenda il servizio sanitario pubblico e le politiche di protezione sociale;
- che manifesti chiaramente il suo appoggio alle battaglie per i diritti civili e per la laicità dello Stato;
- che faccia della lotta alle mafie e del contrasto generale alla cultura dell’illegalità un pilastro della propria azione politica".

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