Domenica, 14 Luglio 2024
Raccolta firme

"Un cuore che batte", il Popolo della Famiglia sostiene la proposta di legge: si può firmare anche a Forlì

A Forlì si può firmare dal lunedì al venerdì presso l'Urp, P.zza Saffi, 8 - Sala XC Pacifici

Il Popolo della Famiglia di Forlì sostiene la proposta di legge di iniziativa popolare intitolata "Un cuore che batte", promossa da un Comitato di Associazioni prolife e volta a integrare uno degli articoli della Legge 194. "Manca poco al traguardo delle 50000 firme necessarie per essere depositata in Parlamento - viene spiegato in una nota -. Nel dettaglio, la proposta vuole introdurre il comma 1-bis all’articolo 14 della Legge, con la seguente aggiunta: "Il medico che effettua la visita che precede l’interruzione volontaria della gravidanza ai sensi della presente legge, è obbligato a far vedere, tramite esami strumentali, alla donna intenzionata ad abortire, il nascituro che porta nel grembo e a farle ascoltare il battito cardiaco dello stesso”. I cuori che battono nel corpo della donna, infatti, sono due, perché due sono le persone distinte coinvolte nella gravidanza: la mamma e il bambino".

"L'obiettivo - viene aggiunto - è anche garantire piena applicazione alla legge sul consenso informato. È obbligo giuridico e deontologico del medico – ricordano i promotori della proposta di legge – che la donna abbia il diritto di essere resa consapevole della vita che porta nel grembo, una vita con un cuore che pulsa".  Come Popolo della Famiglia riteniamo che questa iniziativa di legge possa contribuire a limitare i danni di una norma che in Italia ha spazzato via in 40 anni oltre 6 milioni di bambini, ma diciamo con chiarezza che la prevenzione dell'aborto andrebbe attuata molto prima che la donna si ritrovi stesa sul lettino, sola e angosciata di fronte a una decisione tremenda. La legge 194 resta inapplicata nella sua prima parte, e del tutto disattese rimangono le misure volte a rimuovere le cause dell'aborto, senza che alcuna istituzione, a tutti i livelli, si dia da fare per onorare le promesse sbandierate in campagna elettorale. Anche a livello locale dobbiamo constatare con rammarico il disimpegno del Comune di Forlì nel far ripartire il Protocollo del Percorso IVG che a suo tempo ha rappresentato un esempio virtuoso di prevenzione dell'aborto grazie alla collaborazione fattiva tra pubblico e sociale. Per non parlare della mancata progettazione di politiche strutturali a sostegno della genitorialità e della famiglia, rimaste finora apurtroppo lettera morta. E intanto le donne, senza la possibilità di incontrare un volontario che offra loro un'alternativa all'aborto, senza il sostegno di un aiuto economico che consenta di vedere nel bambino che portano in grembo non un problema ma una persona benvoluta e attesa anche dalla sua comunità, restano terribilmente sole nella loro scelta".

"Il dramma dell'aborto continua a non essere affrontato come se riguardasse la sfera privata, quando invece ha una portata dirompente sulla società intera, a partire dai dati impressionanti della denatalità - viene rimarcato -. L'adesione del Popolo della Famiglia di Forlì all'iniziativa di legge "Un cuore che batte", dunque, vuole essere anche uno stimolo a cercare l'unità con tutti coloro che sono impegnati nella difesa della vita e che vogliono affrontarla nella sua complessità. Anche in vista delle prossime competizioni amministrative, su questo argomento decisivo e su tanti altri temi ad esso connessi, il Popolo della Famiglia si impegna ad offrire analisi, proposte e soluzioni concrete, nell'auspicio che si crei un fronte comune capace di convergere e di incidere a livello sociale e politico". È possibile sottoscrivere i moduli della legge di iniziativa popolare, con termine ultimo il 7 novembre, nel proprio comune di residenza. A Forlì si può firmare dal lunedì al venerdì presso l'Urp, P.zza Saffi, 8 - Sala XC Pacifici.

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