Unione dei Comuni, i sindacati: "Non possono rimetterci i dipendenti. Si faccia chiarezza sul progetto"

I sindacati nel frattempo hanno inoltrato una richiesta di apertura di confronto all’Unione dei Comuni "affinché si faccia chiarezza sul futuro nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori"

"Fare chiarezza sul progetto dell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese", anche all'annuncio dell'uscita del Comune di Forlì. E' quanto chiesono Cgil, Cisl e Uil insieme alle organizzazioni di categoria Fp Cgil, Fp Cisl e Fpl Uil. "Vogliamo ricordare che L’Unione è nata appena cinque anni fa, con un quadro normativo in materia di enti istituzionali che stava cambiando - esordiscono i sindacati -. Denunciammo già pubblicamente tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 che l’Unione era, ed è tutt’ora, in una situazione di incompiutezza il che non ha permesso di mettere a frutto tutte le potenzialità del progetto. Incompiutezza che ha messo a dura prova anche il personale dipendente, come più volte da noi segnalato".

"Oggi le unioni fra comuni, specie dalla Regione Emilia Romagna, non sono solo apprezzate ma anche incentivate attraverso lo stanziamento di risorse economiche, risorse di cui i Comuni non si sono mai lamentati e con le quali sono stati ricoperti importanti servizi per i cittadini e le cittadine - viene aggiunto -. Dalle dichiarazioni del sindaco Gian Luca Zattini emerge che fino al prossimo maggio nulla si cambia a fronte del rischio di perdere 700mila euro di contributi regionali. Noi chiediamo che questo tempo sia impiegato per effettuare un’analisi precisa di ciò che significa l’uscita del Comune di Forlì dall’Unione, mettendo a confronto quelli che sono stati i contributi aggiuntivi ricevuti in questi anni dallo stato e dalla regione e la situazione economica che si avrebbe con un’unione a 14 o con diversi perimetri".

"Ciò che vogliamo evitare è che da una parte si determini una penalizzazione complessiva dei 15 comuni rispetto ai finanziamenti e quindi una complessiva riduzione dei servizi ai cittadini. Dall’altra parte che questa lunga fase di riordino degli assetti dell’Unione comporti uno stallo amministrativo che si ripercuoterà senza ombra di dubbio sui cittadini e sui lavoratori dipendenti dell’Unione - rimarcano i sindacati -. Ricordiamo infatti che in capo all’Unione dei Comuni, ci sono servizi importanti quali il Corpo Unico Polizia Locale, lo Sportello Unico delle Attività Produttive, la Protezione Civile , i Sistemi Informatici e delle Tecnologie dell'Informazione ma anche il rilascio delle autorizzazioni di adeguamento sismico e per i piccoli Comuni anche la Promozione Turistica del Territorio Montano. Oltre a ciò sono state conferite ulteriori due funzioni, tra cui i servizi sociali, sulle quali è necessario capire come si intenderà procedere, ovviamente nel rapporto con la Regione Emilia Romagna". I sindacati nel frattempo hanno inoltrato una richiesta di apertura di confronto all’Unione dei Comuni "affinché si faccia chiarezza sul futuro nell’interesse dei cittadini e dei lavoratori".    

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