Unione dei Comuni, Forlì & Co: "Atto di egoismo nel momento sbagliato"

"Da parte della maggioranza non arriva nessuna proposta positiva per affrontare e risolvere le difficoltà che indubbiamente hanno caratterizzato, fin dalla sua nascita, la vita dell'Unione"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

Poco dopo le 13 di oggi 31 marzo è pervenuta la convocazione, per il prossimo 6 aprile, del Consiglio Comunale di Forlì, al cui ordine del giorno figura il recesso dello stesso Comune dall’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. 24 ore prima il Sindaco di Forlì ne aveva dato anticipazione con un comunicato stampa ufficiale.

Poche osservazioni in attesa di sviluppare, in quella sede istituzionale, le nostre argomentazioni fortemente contrarie:

1)    Colpisce assai profondamente e negativamente che né la proposta di deliberazione sottoposta al Consiglio né la dichiarazione-annuncio del Sindaco contengano il minimo riferimento alla grave situazione emergenziale che Forlì, l’Italia, l’Europa, il mondo intero stanno vivendo e dalla quale siamo tutti consapevoli che si potrà (faticosamente) uscire solo  con un grande spirito di solidarietà (come quello di pochi giorni fa, della vicina Albania che ha inviato 30 medici e operatori sanitari in aiuto alle popolazioni del nostro paese maggiormente colpite);

2)    Colpisce, ancor di più, che l’unica motivazione - oltre a una serie di richiami a norme di legge e ad atti precedenti - enunciata nella proposta di delibera che il Consiglio è chiamato ad approvare denoti una marcata e intempestiva concezione egoistica dei rapporti con le popolazioni degli altri Comuni del forlivese, laddove si afferma testualmente che i servizi attualmente gestiti dall’Unione “possono essere organizzati in maniera più efficace con una gestione in forma autonoma degli stessi, per meglio conformarsi alle esigenze del territorio e della cittadinanza di Forlì”;

3)    Si pensi solo che si tratta di 4 tipologie di servizi (Sportello delle Attività produttive, Sistemi informatici, Protezione civile, Polizia locale) tutti evidentemente essenziali per far fronte a una crisi sociale, sanitaria, economica che non potrà non essere breve e la cui fuoriuscita richiederà - purtroppo e secondo previsioni largamente condivise - ben più dei due anni di tempo, al termine dei quali la fuoriuscita del Comune di Forlì dall’Unione (una improvvida Forlìexit) sarà pienamente operativa, a termini di Statuto dell’Unione stessa;

4)    Colpisce, infine, che tra le ragioni addotte dal Sindaco per giustificare questa scelta vi sia il richiamo al principio di “sussidiarietà verticale”. Richiamo doppiamente sbagliato, perché:

a) tale principio, così come affermato dall’art. 118 primo comma della Costituzione, sta a significare esclusivamente che le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni, salvo che esse debbano essere conferite a enti di maggiore dimensione (Province, Regioni, Stato) e dunque mira esclusivamente a salvaguardare l’autonomia comunale da interventi “invasivi” da parte di uno di quegli Enti verticalmente sovraordinati (così una sentenza della Corte Costituzionale del 2019);

b) da un Sindaco, ci saremmo, invece, aspettati il richiamo al principio di “sussidiarietà orizzontale” sancito dal successivo comma 4 dell’art. 118 che - oltre a essere la chiave di volta nei rapporti tra istituzioni e comunità - intende promuovere, come sottolineato dai commentatori, la cooperazione tra enti dello stesso livello, cioè, tra i Comuni, per assicurare un più equilibrato governo del territorio.

In conclusione, da parte della maggioranza non arriva nessuna proposta positiva per affrontare e risolvere le difficoltà che indubbiamente hanno caratterizzato, fin dalla sua nascita, la vita dell'Unione, ma solo un frettoloso rompete le righe nel nome di una chiusura egoistica.    
Ma con l’uscita di Forlì dall'Unione, rimarranno sul terreno gli stessi problemi: la necessità di assicurare la coesione del territorio, di garantire lo stesso livello di servizi alle diverse comunità, di definire un modello adeguato di governance territoriale.

Per rispondere a queste necessità - che è ciò che realmente interessa ai cittadini - è necessario invocare non il principio di solidarietà verticale, ma un rinnovato spirito solidaristico e cooperativistico tra tutti i Comuni, accompagnato da un radicale progetto (economico, istituzionale) di innovazione, all’altezza della grande sfida che attende l’intero comprensorio di Forlì e delle sue valli: per questo ci batteremo al prossimo Consiglio comunale.

Federico Morgagni - Giorgio Calderoni, Gruppo consiliare “Forlì e Co.”

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