Unione dei Comuni, Merendi (FdI): "E venuto il momento delle decisioni importanti"

Dice Merendi: "L’Unione, o meglio le unioni, vanno ripensate in modo da definire sodalizi maggiormente omogenei culturalmente e territorialmente, basta accrocchi incoerenti e farraginosi"

Con un intervento dell'esponente di Fratelli d'Italia e consigliere comunale a Dovadola, Riccardo Merendi, si torna a parlare di Unione dei Comuni della Romagna Forlivese. "Questo ente di secondo livello, che si è da tempo dimostrato uno strumento inefficace e al di sotto delle aspettative, non rappresentando un valido supporto allo sviluppo dei Comuni che ne fanno parte - esordisce Merendi -; presto dovrà rivedere intimamente la propria essenza e composizione".

"Come più volte dichiarato, Forli lascerà il sodalizio e con il peso specifico della città mercuriale gli equilibri  interni cangeranno sensibilmente - ricorda il consigliere consigliere dell’Unione dei Comuni della Romagna Forlivese e del Comune di Dovadola -. Oltretutto, in questo scenario in divenire, presto ci si troverà, presumibilmente, a dover conferire all’Unione ulteriori servizi ora in capo ai comuni costituenti. Credo sia avvertita da tutti la necessità di pensare al dopo e al come; ritenendo personalmente non concepibile un’unione a 14. Un progetto simile, dalle premesse “gattopardesche”, significherebbe, cambiare tutto, per lasciare tutto immutato. L’Unione, o meglio le unioni, vanno ripensate in modo da definire sodalizi maggiormente omogenei culturalmente e territorialmente, basta accrocchi incoerenti e farraginosi".

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Conclude Merendi: "Anche se nell'Unione dei Comuni la politica ha spesso contato abbastanza poco; gestito, perlopiù come organo tecnico, al pari della Provincia (diventato ente di secondo livello), è venuto il momento delle decisioni importanti, che non possono essere demandate ai tecnici. Tale intendimento risulterebbe assolutamente indispensabile nelle fasi subito precedenti all’uscita del “Cittadone”, in cui si dovranno palesare strategie ed obiettivi, che ovviamente non potranno essere generici e buoni per tutti i casi ma rispondere con una sintesi che sia rispettosa delle necessità e peculiarità di ogni territorio. Solo così impostato, il progetto avrebbe un senso, in caso contrario rischierebbe di diventare un’esercitazione pianificatoria di tipo accademico; della quale sinceramente non se ne avverte l’opportunità e l’impellenza". 
 

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