Unione dei Comuni, Zattini: "Macchina inefficiente. Non lasceremo nessuno da solo"

"Il Comune di Forlì è sempre disponibile, e lo sarà anche in futuro, a sottoscrivere convenzioni o altre tipologie di accordi con le realtà comunali del nostro territorio"

Fuori da una Unione "fallimentare". Venerdì mattina si è riunita la Commissione bilancio nel corso della quale il sindaco Gian Luca Zattini ha illustrato ai consiglieri le ragioni che hanno spinto l'amministrazione comunale ad accelerare rispetto al percorso di recesso dall’Unione dei Comuni della Romagna forlivese. Il Comune di Forlì ha avviato ufficialmente l'iter per abbandonare l'Unione della Romagna forlivese, con la relativa delibera al centro della riunione di venerdì mattina della commissione Bilancio, in videoconferenza, assieme alla variazione di bilancio da 400mila euro per attivare due capitoli di spesa in parte corrente e in parte investimenti per l'emergenza da coronavirus.

Come ha spiegato l'assessore al Bilancio, Vittorio Cicognani, in questo sarà "più snella l'operazione per le spese Covid-19 che potranno essere finanziate con oneri di urbanizzazione e avanzo di bilancio". Per quanto riguarda invece l'uscita dall'Unione, le due delibere approderanno in consiglio comunale lunedi' prossimo. "Ho chiarito - spiega Zattini - la nostra volontà di recedere da questa tipologia di forma associativa, evidenziandone le disfunzioni, ma ho anche ribadito che il Comune di Forlì è sempre disponibile, e lo sarà anche in futuro, a sottoscrivere convenzioni o altre tipologie di accordi con le realtà comunali del nostro territorio".

"Non lasceremo nessuno da solo - evidenzia il primo cittadino -. Ma non continueremo ad alimentare un sistema di gestione della macchina amministrativa assolutamente inefficace e inefficiente, che si è dimostrato incapace di dare delle risposte concrete e tempestive alle istanze dei nostri cittadini". Zattini ha indicato l'uscita dall'Unione come "una scelta fortemente politica, caposaldo della nostra campagna elettorale". Occorre prendere atto del "fallimento" di questa esperienza amministrativa, "ma non do la colpa a nessuno". Lo strumento, ricostruisce, nacque per garantire "maggiore efficienza e risparmi per liberare risorse".

Invece "i servizi sono peggiorati e i dipendenti sono al limite dell'esasperazione", in particolare gli agenti di Polizia locale. Per questo la giunta ha scelto di sfruttare la finestra temporale di aprile per "formalizzare la volonta' di uscita, ma senza eliminare la possibilita' di approfondire il tema". L'uscita infatti si concretizzerà nel gennaio 2022. Zattini, già da sindaco di Meldola, era contrario all'Unione e "nessuno ha creato le condizioni per farla funzionare". Dunque, ha ribadito, "occorre prendere atto del fallimento e e mantenere rapporti di sostegno con gli altri Comuni", attraverso altri strumenti come quello della convenzione. L'iter deve partire, ha concluso Zattini, perche' "sarebbe irresponsabile un altro anno di danno, capisco che per il Partito democratico sia difficile ammettere il fallimento di un cardine delle loro politiche".

L'opposizione

Il capogruppo dem Soufian Hafi Alemani ha chiesto allora se altri sindaci siano informati e ha sottolineato che "il fallimento e' responsabilita' dei primi cittadini e dei Comuni". Mentre il collega di Forli' e co, Giorgio Calderoni, ha sostenuto la necessita' di un'analisi costi-benefici per individuare la strada migliore da prendere: uscita o rafforzamento e rinnovamento. Di certo, ha argomentato, con le Unioni a livello regionale c'e' stato un risarmio di spesa pubblica del 4% e l'uscita' di Forli' "non sara' a costo zero". Inoltre corrisponde con il distretto sanitario e potrebbero esserci conseguenze. Si tratta, ha concluso, di una "dismissione di un ente istituzionale in un momento di crisi sanitaria, istituzionale ed economica, che ci pregiudica la possibilita' di tenere conto del quadro complessivo a fine crisi".

Dello stesso avviso Massimo Marchi di Italia Viva: "L'Unione e' in crisi ma sull'uscita adesso non sono d'accordo", meglio "risolvere i problemi che ha". Schierato invece con la maggioranza il M5as, che dovrebbe cosi' garantire la maggioranza qualificata per il via libera alla delibera in Consiglio: "Dal 2013 diciamo che c'e' un vulnus iniziale enorme - ha evidenziato Simone Benini - le Unioni erano propedeutiche alle fusioni tra Comuni che non si sono mai ralizzate e nessun servizio e' migliorato".

La maggioranza

Si esprimeranno lunedì in consiglio sia Fratelli d'Italia che Forza d'Italia, con il capogruppo azzurro Lauro Biondi fisicamente in Aula assieme al collega della Lega Massimiliano Pompignoli. Per l'esponente del Carroccio "da tutti e' emerso il completo fallimento dell'Unione", un ente che "funziona solo se si fa riferimento a un territorio omogeneo".

L'intervento di Morrone

Dal parlamentare della Lega, Jacopo Morrone, "un plauso alla coerenza della Giunta comunale forlivese che, nonostante sia assorbita dalle attività di contrasto all’emergenza sanitaria e economica, non abbandona gli altri provvedimenti amministrativi e istituzionali previsti dal programma di maggioranza. Agli esponenti renziani e piddini che tentano di ostacolare strumentalmente l’uscita dall’Unione assicuro che non c’è alcuna possibilità di ‘disperdere energie’, anzi è esattamente il contrario. Capisco che nel centrosinistra ci sia l’abitudine di promettere e non mantenere, ma non è così nelle coalizioni di centrodestra che sono pragmatiche e con i piedi per terra”.

Morrone evidenzia come “l’addio di Forlì all’Unione sia un progetto meditato. Questa decisione non nasce per motivi pregiudiziali. Risponde invece ai gravi limiti delle Unioni così come previste dalla Regione Emilia-Romagna e dalla scellerata riforma firmata dall’ex ministro Pd Graziano Delrio. Le Unioni funzionano male, sono carrozzoni inefficienti che hanno disatteso ogni aspettativa, con costi maggiori per i cittadini e servizi peggiorati. La nostra azione quindi non si fermerà qui. Chiederemo alla nuova Giunta regionale di procedere velocemente a una riforma strutturale di questi enti, pur temendo la lentezza e l’autoconservazione della Regione a guida Pd".

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“L’Unione, così concepita, è un aggravio di burocrazia per le amministrazioni e non ha alcun valore aggiunto, unire forzosamente Comuni con differenti esigenze e problemi dovute a storia, abitanti e tessuto sociale è stato il fallimento della politica di riordino istituzionale della I° Giunta Bonaccini - sostiene il consigliere comunale della Lega, Andrea Costantini, rappresentante nell'Unione dei Comuni della Romagna Forlivese -. Ci auguriamo quindi che il neo assessore Calvano non commetta gli errori del suo predecessore Emma Petitti. L’Unione non funziona in nessuna realtà romagnola, implementa solo la burocrazia a carico degli amministratori che in tanti territori si sono visti derubati di ogni competenza o delega, per arrivare poi al progetto finale delle tanto decantate fusioni di Comuni. Per fortuna l’Amministrazione regionale ha sempre trovato il muro dei cittadini che hanno bocciato la politica di compressione della democrazia che avrebbe voluto accentrare su qualche funzionario la governance dei nostri Comuni. Forlì diventa capofila di un progetto nuovo, dove i Comuni e le Comunità saranno al centro della politica e delle scelte per il proprio territorio".

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