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Unione delle Ausl? La Cgil: "Esiste già una legge"

E' ironico il segretario della Cgil Forlì, Enzo Santolini. "Se non sbaglio i quattro Direttori Generali delle Aziende avevano posizioni diverse e i rispettivi Presidenti di Conferenze si rispecchiavano in ciò".

E' ironico il segretario della Cgil Forlì, Enzo Santolini, sul tema dell'unificazione delle Ausl, ultimamente trasformatosi in un botta e risposta tra Forlì e Cesena. “Se non sbaglio i quattro Direttori Generali delle Aziende avevano posizioni diverse (messe per iscritto) e i rispettivi Presidenti di Conferenze si rispecchiavano in ciò”. Ma ricorda che  “per l’unificazione Forlì – Cesena la legge c’è già e stabilisce che le Aziende sanitarie locali siano provinciali”.

Santolini fa un riassunto della situazione. “Ravenna e Cesena erano per una interpretazione (assolutamente originale) tendente ad indebolire l’idea di gestione unificata dei processi e dei progetti di integrazione in Area Vasta (no al Direttore operativo unico, decisioni a maggioranza). Non è per questo che non si è ancora giunti ad una deliberazione nonostante i tempi concessi dalla Regione siano ampiamente scaduti? Il Coordinatore delle Conferenze Socio Sanitarie è il Sindaco di Cesena, come del resto il Coordinatore dei Direttori Generali è quello di Cesena”

La CGIL di Forlì siccome lo pensa da tempo, lo ha anche scritto, qualche settimana fa, nelle osservazioni all’elaborazione del PAL Forlivese (fra l’altro chiedendo anche di uniformare le scadenze del PAL con quelle delle altre Aziende Romagnole per lavorare ad un futuro PAL unico o quantomeno coordinato):  “si rende inoltre necessario un approccio accelerato a processi di razionalizzazione e riorganizzazione dei livelli istituzionali sanitari sia dentro l’ambito territoriale di Area Vasta, che a livello provinciale. In sostanza l’obiettivo dell’Azienda unica Forlì – Cesena diventa elemento di qualità della sanità provinciale ed elemento di rafforzamento dell’idea stessa di Area Vasta Romagna”.


“Diversamente – ricorda Santolini - per l’unificazione Forlì – Cesena la legge c’è già e stabilisce che le Aziende sanitarie locali siano provinciali prevedendo nella legge regionale 3/1999 una eccezione Forlì – Cesena che “venivano confermate provvisoriamente” ed “entro 5 anni occorreva provvedere alla determinazione definitiva”. Quindi basta un atto che ne dia applicazione. Ritengo che il processo di unificazione dell’Azienda Forlì – Cesena serva a garantire quegli standard a cui i nostri territori sono abituati in termini di qualità e funzionalità delle strutture, dei professionisti, degli operatori e del sistema Socio Sanitario territoriale dove la presa in carico del cittadino, le case della salute e il sistema distrettuale ne diventano il punto di forza. Ma allora il problema qual è? C’è bisogno anche di più coraggio politico per affrontare i grandi cambiamenti anche istituzionali che inevitabilmente ci attendono, ed in questo i Sindaci forlivesi, e con tanta coerenza (non solo sulla sanità) il Sindaco di Forlì, lo stanno dimostrando, attorno il “vecchio” resiste”.

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