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Vanda Burnacci: "Il PdL non esiste più, faremo gruppi separati in Comune"

Vanda Burnacci, consigliere Comunale dell'ex PdL, nonché figura storica del centro-destra forlivese e del Psi prima, abbraccia la nascente Forza Italia. Lo fa con una nota scritta in cui rompe gli indugi: "Aderirò con convinzione a Forza Italia "

Vanda Burnacci, consigliere Comunale dell'ex PdL, nonché figura storica del centro-destra forlivese e del Psi prima, abbraccia la nascente Forza Italia. Lo fa con una nota scritta in cui rompe gli indugi: “Aderirò con convinzione a Forza Italia e spiego il perché. Da sempre sono stata alla continua ricerca del riformismo ideale e di quello praticato realisticamente, insieme ai valori della libertà. Molti partiti si dichiarano riformisti e non lo sono. In Italia si sono avute due stagioni del riformismo: quella della collaborazione tra socialisti e cattolici e quella, pur diversa, impersonata da Berlusconi. I suoi detrattori lo hanno dipinto, ieri, come populista e di destra; oggi è un'assurdità totale accusarlo di estremismo. Il riformismo si misura con due indicatori: quante persone vengono tolte dal bisogno e quante persone hanno più possibilità di fare valere il merito, secondo il criterio della mobilità sociale; quanto lavoro si garantisce alle famiglie e come si sostiene l'iniziativa delle imprese”.

Quindi la decisione di azzerare il PdL: “Venendo al Comune di Forlì, esiste come gruppo consiliare il PDL, ma tale sigla nazionale non rimarrà neanche come contenitore. Senza strappi, avendo rispetto per le necessarie riflessioni di ciascun consigliere, valuteremo quando fare gruppi consiliari differenziati. La situazione locale è diversa dalla nazionale: qui nel 2009 ci rivolgemmo agli elettori con un programma unico e con Rondoni unico candidato Sindaco. Non governiamo la città e quindi rispondiamo solo ai nostri elettori del nostro operato all'opposizione”.

E ancora: “Non mi nasconderò dietro un dito neanche per quanto riguarda il mio rapporto con Alessandro Rondoni. Il suo attivismo cattolico non mi ha mai impedito di persistere nella mia stima. Tuttora penso che la città di Forlì abbia “perso” uno dei suoi uomini migliori quando non lo ha scelto come Sindaco. Non mescolerò la tempra di amministratore con le ragioni di partito e, sulla base di questo, mi regolerò anche per il futuro. Poi, riguardo alle idealità religiose di ciascuno, esse vanno sommamente rispettate quando sono stimolatrici di un'impegnata azione amministrativa e civile”.

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