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"L’attuale crisi economica è una crisi di sistema e come tale colpisce le strutture portanti della nostra organizzazione del lavoro e della produzione"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di ForlìToday

L’attuale crisi economica è una crisi di sistema e come tale colpisce le strutture portanti della nostra organizzazione del lavoro e della produzione. Lungi dall’essere superata con le misure che sta attuando il governo PD-PDL-Scelta Civica, occorre trasformare radicalmente sia il nostro sistema produttivo sia l’organizzazione della nostra società. Le politiche di austerità, infatti, stanno aggravando la crisi anziché creare le condizioni per uscirne.

Al contrario, se non vogliamo precipitare in una situazione come quella greca, occorre immediatamente un forte intervento pubblico per adottare misure in grado di redistribuire il reddito dai ricchi ai poveri, dalla rendita e dal profitto al lavoro. Ma oltre ai redditi, serve redistribuire anche il lavoro attraverso la radicale riduzione dell’orario di lavoro e avviando la riconversione ambientale e sociale dell’economia. Tuttavia per attuare queste politiche  è altrettanto necessario scardinare i dogmi neoliberisti su cui si fonda l’Unione Europea, per costruire un’Europa dei popoli basata sul pieno impiego, sullo sviluppo dei diritti sociali e civili e su un modello economico imperniato sulla piena sostenibilità ambientale.

A Forli la crisi sta cancellando l’apparato industriale ed ha creato una vera e proprie emergenza occupazionale. La situazione è difficile ma diventerà drammatica man mano che cominceranno a venir meno, perché in scadenza, gli ammortizzatori sociali che hanno relativamente alleviato le conseguenze della perdita del lavoro. Tuttavia, accanto alle obbiettive difficoltà economiche in cui si sono trovate le aziende, vi sono stati numerosi casi di imprenditori che si sono comportati come dei veri e propri “prenditori” senza scrupoli. Sebbene le aziende fossero in utile e in buona salute economica, per accrescere i profitti, hanno delocalizzato e lasciato a casa migliaia di lavoratori. A tutto ciò occorre opporsi con forza.

Gli Enti locali devono destinare tutte le risorse disponibili per sostenere i lavoratori in difficoltà e le Regione deve immediatamente varare una legge, già depositata da diverso tempo, per far restituire tutte le sovvenzioni economiche, ricevute negli ultimi 25 anni, a quelle aziende che decidono di andare via.

Ma per realizzare tutto ciò e far cadere questo Governo delle tasse e dei tagli ai servizi essenziali occorre che i lavoratori si uniscano e si mobilitino, per riacquisire quel potere contrattuale che negli ultimi anni hanno perso, ma che negli anni Sessanta e Settanta aveva consentito all’Italia di diventare un Paese prospero e competitivo e ai cittadini di godere di servizi adeguati e di emanciparsi. Per queste ragioni, quindi, venerdì 15 novembre è importante fare sciopero e scendere in piazza. Noi saremo a fianco dei lavoratori dell’Electrolux e dei Metalmeccanici di Forli che partiranno da davanti agli stabilimenti di viale Bologna alle ore 8:00.

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