Sabato, 25 Settembre 2021
Politica Bertinoro

Via libera al nuovo parco commerciale. E l'assessore dei Verdi passa al gruppo misto

L'assessore Sara Londrillo, esponente di Europa Verde, ha annunciato all'inizio di seduta il passaggio al gruppo misto

Il Consiglio comunale di Bertinoro ha dato il via libera alla nuova area commerciale che sorgerà tra Santa Maria Nuova e Panighina, per l'esattezza di fronte all'intersezione tra via Santa Croce e via Fonde, su un'area di proprietà del gruppo 'Finiper', quello del marchio 'Iper – La grande i', l'insegna che in Romagna detiene il supermercato del centro commerciale di Savignano. Resta il progetto sintetizzato: 2500 metri quadri di superficie di vendita alimentare e 2000 metri quadri di superficie di vendita non alimentare, in due edifici distinti, oltre a 5880 metri quadri di terziario in un secondo comparto. In totale quindi ci saranno circa 10mila metri quadri di edifici su un'area di 56mila metri quadri. Una fumata bianca che ha avuto non poche ripercussioni all'interno della maggioranza: l’assessore Sara Londrillo, esponente di Europa Verde, ha annunciato all'inizio di seduta il passaggio al gruppo misto. E al momento del voto sul nuovo parco commerciale è uscita dall'aula.

L'intervento di Legambiente

Legambiente Forlì-Cesena interviene con una nota: "Non possiamo considerarci soddisfatti per la decisione presa ieri sera dal Comune di Bertinoro, anche se l’originaria previsione di 125mila metri quadrati di superfici territoriale da urbanizzare, prevista per fare posto al nuovo Centro Commerciale, è stata ridotta a poco più di 50 mila. Il bicchiere non è mezzo pieno ma sta cominciando, purtroppo, a riempirsi di superficie  di terreno agricolo che presto verrà cementificato. Mentre in questi giorni quasi tutti gli occhi del mondo politico ed economico Forlivese si sono puntati sulla corsa ai nuovi Centri Commerciali in Provincia  e sulla concorrenza tra gli stessi Comuni per chi ne apre prima e di più, solo in pochi si sono invece preoccupati dell’effetto che il permanente consumo di suolo produrrà per il cambio climatico e per la natura".

"Bertinoro è stato messo nel mirino anche da altri Comuni della Provincia  per non avere concertato preventivamente le proprie previsioni  urbanistiche e commerciali - proseguono gli ambientalisti -. Purtroppo il problema non riguarda solo Bertinoro, che peraltro ha parzialmente recepito le nostre proteste e soprattutto quelle “interessate” delle associazioni del Commercio, ma tutti i nostri Comuni dove, come che nulla fosse, si continua  a cementificare .Da anni infatti e non solo da noi, ognuno fa per se ed i Piani Urbanistici della Provincia vengono modificati a piacimento dai singoli Comuni come meglio credono. E’ il frutto avvelenato di una “sussidiarietà istituzionale” praticata da tempo da parte della nostra Regione. I dati del recente rapporto sul consumo di suolo di Ispra che pone la nostra Regione tra quelle il testa a questa classifica negativa, insieme a Veneto, Lombardia, Piemonte e Puglia, ne sono la prova più lampante".

"Da tre anni e passa la legge urbanistica regionale del 2017, sbandierata come “stop al consumo di suolo”, è inapplicata e di proroga in proroga , che ha visto unite maggioranza e opposizione di Viale Aldo Moro, quasi tutti i Comuni stanno affrettandosi a rendere irreversibili le scelte che prevedono  le ulteriori urbanizzazioni contenute nei rispettivi Piani. In altre parole si chiuderà la stalla quando si sarà sicuri che  tutti i buoi siano usciti - conclude -. L’esempio più virtuoso, in senso negativo, è quello che sta dando il Comune di Forlì che non perde occasione per autorizzare dei nuovi centri commerciali (ultimo in ordine di tempo quello in prossimità del casello autostradale), per approvare varianti in aumento del Poc, come quella che riguarda il centro storico e altre case sparse , tutte in incremento. Anziché mettere mano ai propri Piani Urbanistici e tradurre in pratica l’obiettivo di fermare il consumo di suolo agricolo puntando sul recupero dell’esistente, i nostri Comuni continuano a chiudersi gli occhi sui ricorrenti disastri prodotti dal cambio climatico, salvo chiedere poi la realizzazione delle cosi dette opere di “difesa del suolo”, anziché provare a fare a meno di cementificare".

"Siamo di fronte ad  un crescente divario tra la necessità imprescindibili di cambiare strada e la sensibilità dei cittadini per l’ambiente da un lato  e , dall’altro,  istituzioni locali, regionali e nazionali che sembrano del tutto estranee a quello che sta succedendo intorno a loro - concludono -. Per quanto ci riguarda continueremo a batterci consapevoli che, di fronte alla sordità della maggioranza della politica, solo i cittadini possono determinare il cambiamento di cui c’è urgente necessità".

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