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Vice-sindaco contro Vecchioni: "Le tue emozioni sono fasulle"

Biserna all'attacco: "Vecchioni cosa fai. Le tue emozioni sono finte, fasulle, artificiose. Anche tu hai colpa di questo sfascio morale, tu uomo che ti dici di sinistra"

(riceviamo e pubblichiamo)

Vecchioni cosa fai. Le tue emozioni sono finte, fasulle, artificiose. Anche tu hai colpa di questo sfascio morale, tu uomo che ti dici di sinistra e in Campania al Forum per la Cultura  chiedi con la destra 220 milioni, dicendo che è il  minimo per salvaguardare la tua professionalità e la tua immagine.

Se ieri il Sindaco mi proponeva Vecchioni  in un ruolo importante per la nostra città avrei detto "si" con entusiasmo, ma oggi mi dimetterei. Amo Vecchioni da sempre,  le sue canzoni  le sento dentro, mi aiutano nella  mia vita troppo inquieta. Quando cerco di  "fare la rivoluzionie" mi ascolto "L' uomo della Chevron" o "il Bandolero Stanco"  o al limite "Luci a San Siro" e  parto. Ma ora che faccio? Piango e resto solo.

Tu con la tua ragione da buon borghese mi giustifichi  questa politica amorale, che non è solo a Roma, è anche a Forlì, ovunque. Non certo per corruzione, illegalità, malaffare, evasione. Questi crimini sono dappertutto e vanno combattuti. Punto.  Ma il dramma qui è: non c è nessuno che vuole cambiare. Berlusconi è il meno, il tutto è il marciume che ci circonda e che non ne vuole sapere di fare il mea culpa e di cambiare. Anzi, ci vuole sguazzare.

Lo vedo ogni giorno, tutti, ma dico tutti, tirano al proprio benessere, consenso, utile, successo, immagine personali. Addirittura ci si ammanta da  paladini della giustizia e del  bene del popolo con battaglie irragionevoli, false, contro la verità,  e questo solo per apparire. Dico apparire. Queste battaglie non hanno nessun rapporto con la realtà, con l' onestà, con la giustizia, con quei valori che il cristianesimo impone e che il laicismo considera essenziali.

Con un Vecchioni così, cosa possiamo pretendere dagli altri, cosa si può pretendere da Forlì a destra come a sinistra. Questo non è uno sfogo, ha la pretesa  di essere un tentativo di emozionare la parte più giusta e buona che è dentro ognuno di noi, perchè non c' è Hera che tenga, non c' è pista di corso Garibaldi che tenga,  se noi non la smettinmo di attaccare l' altro per il gusto di attaccare, di delegittimare in nome di una democrazia che a questi livelli non lo è più, ma  che è solo caos. Peggio. E' essere belve dentro, praticando all'esterno  l' agnellismo.

La vera battaglia sarebbe quella di partire da qui, riconoscere questo degrado e ripartire, Si, ripartire. Perchè a Forlì non si può essere dì esempio a un cammino che è fondamentale per una Italia migliore?

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